Incalzante su una sponda sino ad oggi lambita dalle sole critiche di un’opposizione fisiologica, perché figlia delle divergenze col centrosinistra, un’ondata critica generata dalle correnti interne sta prospettandosi all’orizzonte della classe dirigente del centrodestra paolano.

Dopo le recenti punzecchiature di due ex sindaci molto rappresentativi, Giovanni Gravina e Tonino Pizzini, per la compagine che nel tempo ha visto fondersi e liquefarsi poli e partiti (soprattutto “delle Libertà”) è iniziato il tempo dei resoconti, e Franco Aloise è uno dei più titolati esponenti in grado di tracciare una linea sopra ad un totale che, per quanto parziale, pare indicativo di una sfiducia sull’agire amministrativo della “sua” parte.

«Per la nostra città è tempo di elezioni comunali – il parere di Aloise – tutti i partiti sono sotto pressione e quindi i rispettivi responsabili politici iniziano  la cosiddetta caccia ai portatori di voti, la nostra città pullula di questi personaggi che parteggiano  di volta in volta per  lo schieramento che il vento spinge più forte, incuranti di come la pensa chi li deve votare, presi come sono dalle beghe personali utili solo al proprio tornaconto politico. Tutto ciò ha provocato e continua a provocare sfaldamenti e risentimenti fra persone che  si sentono umanamente e politicamente tradite da persone con le quali hanno condiviso anni di battaglie politiche, spesso  all’opposizione, con lo stesso schieramento e che  una volta conquistato lo scranno dei vincitori hanno pensato bene di cancellare con un colpo di spugna  tanti militanti e tanti bei momenti di politica cittadina. Personalmente ho sempre militato nella destra , prima nel Msi poi in An ed infine nel Popolo delle Libertà, partito con il quale mi sono candidato alle ultime elezioni comunali a sostegno della candidatura dell’amico avvocato Basilio Ferrari, pur non risultando fra gli eletti  penso di aver portato il mio onesto  contributo al successo dell’attuale sindaco, so  benissimo che  chi viene eletto conta di più di chi non lo è, anche se bisognerebbe fare  un’analisi dettagliata dei risultati per stabilire come si sono ottenuti, certi risultati, chi ha dato l’appoggio a certi candidati e perché. Sotto questo aspetto posso affermare di non essere stato sostenuto da nessun Presidente di Regione, da nessun medico e da nessun personaggio politico di primo piano, da nessuna grande impresa, pur avendo ricoperto ruoli importanti durante la mia militanza politica prima nel Msi e poi in An negli anni in cui la politica si faceva quasi esclusivamente per passione».

Dopo questa disamina, Aloise centra il punto «senza nessuna supponenza», giusto per «ricordare agli attuali dirigenti di F.I. che chi fa politica a mio modesto parere  deve innanzitutto cercare di aggregare il più possibile e non disgregare senza motivi apparenti».

Quindi l’affondo diretto sull’attualità dell’elettorato che dovrebbe votare Ferrari già solo per senso d’appartenenza: «Mi sento lontano da questo modo di agire ed anche se il mio cuore batte a destra questa volta, prima di votare, valuterò attentamente le varie opzioni e darò  il mio contributo  a chi darà garanzia di impegno esclusivo  per la nostra cara Paola e per i suoi cittadini».

Paola – Una crisi d’identità ammanta il centrodestra, parola di Franco Aloise ultima modifica: 2017-01-22T13:47:08+02:00 da Francesco Frangella
Francesco Frangella

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Giornalista. Mi occupo di Cronaca e Politica. Sono tra i fondatori del Marsili Notizie ed ho collaborato come freelance per varie testate.