Con una presa di posizione formale, incarnata nel verbo del segretario locale, il Partito Democratico di Paola ha specificato che, fino al prossimo 29 gennaio, nessuna messa può dirsi “cantata”, e che i giochi per le prossime amministrative – almeno per una cospicua parte di centrosinistra – sono ben lungi da potersi dire conclusi.

Quasi una risposta contemporanea agli ultimi due colpi registrati sul ventre della gestante che partorirà a maggio, la Paola di un futuro che qualcuno ha già cucito sulle figure di Basilio Ferrari e Pino Falbo, unici due “ufficialmente” tracciati nell’ecografia del candidato a sindaco. Ma se per il primo la scelta è stata pressoché “automatica” (vuoi per dare un senso all’esperienza che si avvia a conclusione, vuoi perché nel centrodestra si respira un’atmosfera di crisi), per il secondo il concepimento è stato diverso. Dissidente interno, Pino Falbo è espressione di una corrente riformista “nel” Pd, una frangia che racchiude anche Domenico Scagliola e altri elementi, tuttavia non bastevoli per una scalata al partito, perché a tutt’oggi espressione di una minoranza.

Ebbene, la logica per la quale il segretario paolano, Francesco Città, è intervenuto per dichiarare una versione “ufficiale” del Pd da lui rappresentato, è basata sull’assunto che un candidato democratico ostentato da una minoranza, non è espressione del partito. Una sorta di scomunica, che dovrebbe abbattersi su coloro che solo ieri, attraverso una nota, hanno scritto sicuri: «Lasciamo, a chi crede di essere autosufficiente, l’illusione di esserlo perché non ci è mai interessata la politica dell’apparire».

Ma proprio perché sono “apparsi”, a quanto pare, gli autori di Progetto Democratico potrebbero essere i destinatari più probabili del richiamo del segretario Città, il cui intervento parte da una chiara premessa: «il Pd aspetta il 29 gennaio e poi deciderà il percorso in vista delle elezioni amministrative». Una staffilata che toglie a Falbo i titoli formali dell’investitura partitica, relegandolo probabilmente al ruolo di capolista di una coalizione che parte nella certezza di trovarsi contro il Pd che s’è maggiormente esposto per il “si” all’ultimo referendum. Ciò potrebbe comportare una diaspora che sembra ruotare sugli umori di Graziano Di Natale, presidente facente funzioni della Provincia, pronto a passare il testimone il 29 Gennaio. Per quel giorno, considerando il risultato che dovesse ottenere all’appuntamento con le urne, il capogruppo Pd dell’aula “Lo Giudice” sarà in grado di determinarsi sul futuro per Paola. «Abbiamo lanciato – dice Città – un messaggio di unità a tutte le forze del centrosinistra. Assistiamo a continue fughe in avanti che non fanno bene alla coalizione e non fanno bene al paese. In questi giorni il Partito Democratico è impegnato a consolidare la sua presenza all’interno della Provincia di Cosenza in vista delle elezioni provinciali. Si è deciso comunque di convocare un direttivo per la fine della settimana corrente al fine di definire il percorso tracciato all’ultima assemblea degli iscritti e dei simpatizzanti. Resta dunque salda la volontà di addivenire al consolidamento di una coalizione, la più ampia possibile».

Paola – Francesco Città scende in campo e “adombra” le ambizioni di Falbo ultima modifica: 2017-01-17T18:55:32+01:00 da Francesco Frangella
Francesco Frangella

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Giornalista. Mi occupo di Cronaca e Politica. Sono tra i fondatori del Marsili Notizie ed ho collaborato come freelance per varie testate.