Per quanto abbiano dimostrato di poter rappresentare un’utile risposta alla domanda sanitaria locale, i Nuclei di Cure Primarie (Ncp) della provincia di Cosenza sono costantemente a rischio.

Come se non fossero bastati gli eccellenti risultati ottenuti sino ad oggi, per questi presidi medici di nuova concezione non è ancora giunta l’agognata consacrazione che da altre parti viene ostentata come un valore aggiunto.

Basti pensare all’orgoglio col quale, il governatore della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, ha plaudito all’avvio della sperimentazione sul territorio da lui amministrato.

«Non tutti sanno che nei giorni festivi – ha scritto Zingaretti – oltre ai pronto soccorso è possibile rivolgersi anche ai nuovi ambulatori di cure primarie. Sono 27 in tutto il Lazio e ci si può recare per i casi di cura più veloci a prescindere dalla Asl di appartenenza. Un servizio che prima non c’era. Sono aperti anche domani 6 gennaio, sabato e domenica».

Un incitamento che invece, dalle nostre parti, sembra mancare totalmente, perché la politica – a parte l’interessamento del presidente facente funzioni della Provincia, Graziano Di Natale – pare infischiarsene dei problemi legati ai compensi del personale dipendente nelle strutture, da quasi un anno senza stipendio.

Vittime di una presunta faida tra camici bianchi, gli Ncp del cosentino sono attualmente in balia di se stessi, diversamente da ciò che accade nel catanzarese, dove l’Asp ha fatto di tutto per radicarli sul proprio territorio.

Probabilmente a causa di beghe interne alla politica medica, questi centri in grado di coprire una miriade di servizi “primari” rischiano di chiudere per mancanza d’attenzione.

Un vero paradosso.

Paola – L’Asp cosentina sembra aver dimenticato il Nucleo di Cure Primarie ultima modifica: 2017-01-09T20:40:18+02:00 da Francesco Frangella
Francesco Frangella

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Giornalista. Mi occupo di Cronaca e Politica. Sono tra i fondatori del Marsili Notizie ed ho collaborato come freelance per varie testate.