«Iniziative come questa – ha detto il dottor Cosmo De Matteis parlando del viaggio che il suo collega, Roberto Pititto, ha intrapreso in Africa per portare medicinali e iniziare i preparativi per il terzo centro dialisi in Eritrea – servono principalmente a mettere in moto un progetto umanitario alternativo alle iniziative di contenimento dell’immigrazione messe in atto da una politica rimasta molto indietro rispetto alle istanze dei nostri giorni».

Il camice bianco, che insieme al suo collega nefrologo e ad altri colleghi, costituisce l’asse portante dell’Asmev Calabria (medici volontari), ha enfatizzato l’impegno messo in campo negli ultimi tempi dall’associazione, che con i passi che saranno compiuti in questa ennesima “missione”, s’appresta ad aprire il terzo centro per la cura delle malattie renali in una zona molto depressa del continente africano.

«Aiutarli a casa loro – ha proseguito De Matteis – significa ridurre drasticamente le possibilità che questi uomini e donne s’imbarchino in viaggi della speranza che, oltre a costituire un rischio enorme per la propria stessa esistenza, troppo spesso si concludono con l’arrivo in un continente che a parte concentrarli in centri d’accoglienza nei quali a volte languono per anni, non offre nulla di quello che le loro aspettative anelano. Sempre più spesso si sente infatti parlare di fenomeni legati alla devianza che mal si conciliano con le ambizioni di coloro che partono con la speranza di una vita migliore, ed è frequente il dato relativo a fenomeni di spaccio e di prostituzione che rendono le esistenze di questi individui dei veri e propri inferni sulla terra. Per quanto ci riguarda – ha detto il medico che, in questo caso, è stato anche “responsabile del reperimento farmaci” – abbiamo intenzione di invertire la marcia di questo processo, e di farlo partendo dalle radici, ovvero da casa loro».

Insieme al dottor Pititto, anche Francesco Zappone farà parte dell’equipe che – partiti in aereo da Roma – sono planati ad Asmara, per poi spostarsi di trecento chilometri e scendere a livello del Mar Rosso dove, a Massawa, il centro per dialisi vedrà a breve la luce.

Grazie alla collaborazione della dottoressa Antonella Ruffolo, responsabile vendita per la provincia di Cosenza della casa farmaceutica EG (Eurogenerici), l’Asmev avrà a disposizione i medicinali di prima assistenza per patologie di vario tipo tra le quali anche il diabete (malattia paradossale per una zona economicamente depressa dell’Africa, tuttavia annoverabile come malattia endemica perché genetica).

Proprio su quest’ultimo aspetto, i medici calabresi hanno in progetto uno studio mirato a combattere le cause scatenanti questo tipo di patologia.

Tra i filantropi che hanno contribuito al buon esito della spedizione c’è anche un operatore di settore paolano che, con la donazione di medicine pediatriche, ha concesso all’associazione la possibilità di poter intervenire anche sui bambini.

Tra i farmaci essenziali che l’Asmev fornirà alle popolazioni locali ci sono antibiotici, paracetamolo e antidolorifici, tutto occorrente che manca completamente al  corredo medicinale disponibile in Africa.

«A nostro parere – a concluso il dottor De Matteis – non si può continuare a credere che perseverando nella creazione di organizzazioni che operano a distanza, il problema della migrazione possa essere risolto. Bisogna andare in loco, toccare con mano le esigenze di quelle popolazioni ed agire di conseguenza. In fondo, quella è casa loro, e nessuno vuol lasciare la sua terra per andare incontro ad una vita che, per quanto alcuni ignoranti continuino a fomentare un razzismo d’invidia, altro non è che un cumulo di stenti».

Paola – L’Asmev Calabria va ancora in Eritrea per portare farmaci e sanità ultima modifica: 2017-02-01T20:28:54+02:00 da Francesco Frangella
Francesco Frangella

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Giornalista. Mi occupo di Cronaca e Politica. Sono tra i fondatori del Marsili Notizie ed ho collaborato come freelance per varie testate.