La densità delle nuvole che circondavano la città, lunedì mattina, era davvero imponente. Una nebbia fitta scendeva dai crinali del vicino valico della Crocetta e la pioggia intermittente, ma con scrosci tutt’altro che leggeri, ha contraddistinto gran parte dell’orario lavorativo di tanti cittadini.

In questo contesto, la riunione di giunta che si è tenuta nelle stanze comunali, non ha avuto quel carattere “infuocato” che molti s’aspettavano.

Forse a causa della grandine caduta a ghiacciare gli spiriti, probabilmente condizionata dall’assenza di diversi membri dell’esecutivo, l’adunata dalla quale Basilio Ferrari avrebbe dovuto estrarre il coniglio dal cappello (con la risoluzione della vicenda originatasi attorno all’assunzione di tre tecnici categoria D1 da innestare stabilmente nella pianta organica del comune) non ha svelato quei tratti necessari alla riuscita del numero.

Malgrado la ridda di voci assiepatesi attorno alla questione, molte delle quali indicavano un ridimensionamento gerarchico di alcune professionalità storicamente al servizio dell’ente, il comune di Paola è rimasto nello stesso assetto di una settimana fa.

I capisettore in bilico, pertanto, hanno mantenuto la loro posizione e questo determinerà – con molta probabilità – una condizione per la quale le pratiche ancora inevase, rimarranno al vaglio degli uffici per altro tempo.

Nonostante la fretta manifestata da alcuni rampanti assessori, il nome del sostituto da far subentrare al posto dei responsabili che gestiscono il settore riservato al personale e quello con funzioni suppletive al segretario, non è venuto fuori.

Ciò significa che – allo stato attuale – nessuna firma che ne formalizzi l’efficacia, è stata apposta al documento col quale ratificare l’utilizzo della graduatoria cetrarese per attingere i nomi dei papabili ad un posto fisso e di responsabilità presso il comune di Paola.

Una mazzata per coloro che avevano subordinato il proprio impegno amministrativo alla certificazione di questo passaggio, perché lo spazio di manovra per assumere personale “fidato”, in queste condizioni, è stato drasticamente ridotto.

L’asse composto da almeno tre consiglieri, due assessori e (forse) un sindaco, allo stato attuale è stato imperniato su un cardine che pare girare a vuoto, perché dalle parti di coloro che conoscono le procedure e sanno interpretare l’esito delle intenzioni da intraprendere, nessuno si è sognato di fare un passo per andare loro incontro.

Non lo ha fatto il segretario Nicola Falcone – che addirittura ha ritirato le sue determinazioni avallanti – così come il funzionario in seconda, Francesco Maddalena e anche il caposettore Gianfranco Scerra, perché tutti sarebbero convinti che l’apposizione ufficiale di una firma sotto ad un atto che, in fondo, è basato su un’interpretazione soggetta al vaglio di un ente terzo (non si dimentichi che ci sono almeno due esposti che hanno intrapreso l’iter della Procura della Repubblica di Paola e, per conoscenza, l’Autorità Nazionale Anti Corruzione presieduta da Raffaele Cantone), potrebbe esporre a responsabilità tali da generare ripercussioni future su carriere che, comunque, sono quasi arrivate all’età della pensione.

A dispetto di alcune sortite che qualche gagliardo esponente della maggioranza esecutiva avrebbe espresso poco dopo le elezioni provinciali, più che altro minacce di una caduta che sarebbe dovuta avvenire entro il 5 Febbraio, Basilio Ferrari è rimasto al suo posto e, volente o nolente, ha condotto in porto l’ennesima riunione di giunta, utile a ratificare passaggi cruciali sul piano sociale, ma totalmente infruttuosa per condurre in porto l’operazione d’assunzione di tre tecnici tra i quali figura l’attuale responsabile Utc, ingegner Fabio Pavone.

Paola – Ridimensionato il gruppetto “gagliardo”. Nessun azzeramento dei capisettore ultima modifica: 2017-02-08T09:49:51+02:00 da Francesco Frangella
Francesco Frangella

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Giornalista. Mi occupo di Cronaca e Politica. Sono tra i fondatori del Marsili Notizie ed ho collaborato come freelance per varie testate.