cane investito torano

Investiti e lasciati agonizzanti sul ciglio della strada. Se ne salva solo uno

Come si può pensare che una popolazione sia sensibilizzata al rispetto degli animali se le istituzioni di riferimento, che dovrebbero rappresentare un esempio da seguire, per prime non rispettano le regole atte a tutelarne il benessere?

Perché la Calabria e in particolar modo la provincia di Cosenza sono tanto distanti da una problematica che ne sta oltretutto macchiando la reputazione?

La scorsa settimana a Torano un cucciolo di cane, che poi si scoprirà avere 4 mesi, dopo essere stato investito da qualche esemplare di bestiame umano che non lo ha nemmeno soccorso, è rimasto in strada per 2 giorni con l’addome lacerato, un femore rotto ed un blocco intestinale senza che nessuno intervenisse.

Fino all’operazione delle guardie zoofile dell’Enpa di Cosenza che loro stessi hanno raccontato con un post su facebook: «Riceviamo la telefonata della signora  C. G. – spiegano i volontari – che ci chiede aiuto perché da venerdì nessuno, Asl associazioni o enti, presta soccorso a due cani investiti. Uno solo a dire il vero perché l’altro è deceduto. Ci rechiamo sul posto. Il cane che vedete ha il ventre squarciato e non si muove. Contattiamo il responsabile comunale De Fazio. Chiamiamo le forze dell’ordine per avere il numero del veterinario reperibile perché a differenza degli altri settori Asl, il settore A non ha inviato l’elenco, a noi guardie, dei medici veterinari reperibili. Con stupore apprendiamo che nessuna forza dell’ordine ha l’elenco per il mese corrente delle reperibilità. Sentiamo il direttore Asp attraverso la presidente di sezione la quale ci comunica che se il canile convenzionato è pieno il Comune può chiedere ad altri canili. Il tempo trascorso per il cane ferito è già troppo. Attraverso i nostri canali e il consenso dell’amministratore contattiamo la dottoressa de Falco che accoglie il mal capitato nella sua struttura privata. Dalle radiografie il cane presenta una frattura del femore seria. Verrà curato per poi essere messo in adozione. Non ci fermiamo qui. I responsabili di questa gravissima negligenza dovranno rispondere di omissione di atti di ufficio». In un altro post proseguono «Ci giunge voce che la Asl vieti l’ingresso di animali feriti nel sanitario. Faremo le dovute ricerche e sicuramente attraverso le nostre competenze e forze ripristineremo un diritto/dovere!».

Cosa c’è delle origini culturali illuminate tanto risaltate dagli spot propagandistici istituzionali in tutta questa storia?

Assolutamente niente. Solo tanta pena.

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