Al termine dell’articolo c’è il video report della mattinata

Nella mattinata di ieri, dinnanzi ad un nutrito parterre di attivisti e simpatizzanti giunti all’appuntamento presso “il Chiosco” di Rione Colonne, Carmelo Meo ha presentato la sua candidatura a sindaco sotto il simbolo del Movimento 5 Stelle.

Accanto a lui il senatore Nicola Morra, presenza costante agli incontri della locale compagine penstastellata. Contrariamente a quanto si poteva pensare, al momento di far cadere ufficialmente i veli dalla struttura messa in piedi per le amministrative, i grillini sono parsi i più pacati nei modi e nelle argomentazioni, senza scivolare su piani polemici o attacchi personali contro i leader delle altre coalizioni in lizza.

Hanno abbozzato, Morra e Meo, quello che sarà il cardine della loro proposta, consistente nella lucida determinazione a restituire ai cittadini la loro dignità di “esseri uguali”, dinnanzi agli ordinamenti legislativi e alle opportunità da cogliere.

S’è persino commosso Carmelo Meo, all’atto di parlare delle difficoltà vissute da coloro che devono abbandonare il proprio tetto familiare per cercare fortuna lontano da casa, e lo ha fatto con una spontaneità decisamente superiore a quella dell’ex ministro Elsa Fornero, al punto d’aver indotto alla dolcezza tutti gli sguardi seriosi che lo circondavano.

Occhi che, comunque, sono rimasti sgranati per tutto il tempo in cui Morra ha parlato degli esempi da cui attingere, a partire dai rimandi storici che fecero della Calabria – in special modo della colonia greca di Sibari – un punto di riferimento per gli stili di vita del mondo classico.

Facendo leva sullo spirito di autodeterminazione popolare, il senatore ha parlato della realtà paolana, partendo dalla constatazione relativa all’interdittiva antimafia giunta sul fronte del servizio idrico integrato.

«La Procura di Paola adesso è guidata da un nuovo Procuratore – ha dichiarato il senatore – si spera che sia dinamica ben più che nel passato, si spera che quanto avviene nel palazzo di città, ma non soltanto, venga ad essere doverosamente attenzionato, perché è nell’interesse dei cittadini avere un controllo di legalità. Il principio non può che essere: “male non fare, paura non avere”. Il movimento assicura, impegno, partecipazione e trasparenza, non assicura posti di lavoro, nuovi ospedali, potenziamento della rete ferroviaria e quant’altro, assicura semplicemente sudore e sacrificio. Se i paolani ci staranno potremo provare a cambiare la realtà, se al contrario vorranno continuare, ed è nella loro facoltà, a farsi prendere per i fondelli da quelli che vengono e dicono: “vi faccio venire una nuova sede del Cnr” oppure “il distaccamento di una nuova facoltà universitaria” e quant’altro, benissimo, ognuno di noi è dotato della libertà di scelta. Credo che tanti, oltre ad esser stanchi del passato, vogliano investire innanzitutto su loro stessi, perché il movimento ha necessità di far capire ai cittadini tutti, che ognuno di noi ha un valore ed è un valore. Se questo lo capiremo anche a Paola le cose cambieranno e magari – ha concluso Morra – manderemo qualche appartenente a dinastie politiche locali a cercar lavoro».

Sulla stessa lunghezza d’onda s’è posto Meo: «È chiaro che la situazione – ha detto – non è assolutamente felice per nessuno. Nessuno dei candidati a sindaco può oggi dire di essere felice di essere eletto. Però, visto che abbiamo delle possibilità, non dobbiamo pensare che non ci sia più nulla da fare, dobbiamo cercare tutti di rimboccarci le maniche e di mettere a disposizione quelle che sono le nostre professionalità, le nostre idee, i nostri progetti e condividerli».

Paola – I grillini aprono le danze presentano Meo e confidano nella Procura ultima modifica: 2017-04-26T22:04:01+02:00 da Francesco Frangella
Francesco Frangella

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Giornalista. Mi occupo di Cronaca e Politica. Sono tra i fondatori del Marsili Notizie ed ho collaborato come freelance per varie testate.