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Paola – E se qualcuno deve lavorare? (di Roberto Pititto)

Giovedì 11 maggio: passa il Giro!!

Evviva, la carovana, si dice così, parte da Reggio Calabria e percorre gran parte della Regione, fino a Guardia Piemontese, dove arriverà intorno alle cinque e mezza di pomeriggio.

Passerà con i mille colori, le ammiraglie, le macchine di scorta, i meccanici, i giornalisti, la RAI, le miss, la polizia e … quasi dimenticavo: i corridori.

Davvero una carovana, più veloce certo di quelle che percorrevano centocinquant’anni fa le pianure del Nord America, ma tutto sommato ancora abbastanza lenta rispetto al nostro normale fruire la strada, nonostante qualche aiutino al quale i ciclisti, non tutti per carità, sembra che in passato siano ricorsi.

Ma non stiamo a sindacare su queste quisquilie, e pensiamo ai colori, ai gadget, al bacio della bonona di turno, esibita scosciata sul palco di Guardia, alle riprese dell’elicottero, alle pillole di storia e geografia che un giornalista ci sciorinerà durante la trasmissione,  giusto per introdurre lo splendore e il grande passato dei luoghi percorsi (e il bello è che pensa pure di fare cultura, ahinoi!).

Bello eh? E in cambio di cosa? A dire il vero qualche piccolo disagio ci sarebbe.

La vituperata SS 18, che qualcuno usa per lavorare verrà naturalmente chiusa al traffico. Va beh, direte voi, quei dieci minuti, quindici massimo, che passa la carovana.

No, non è così, perché per ragioni di sicurezza che non capisco e quindi non giudico, la strada verrà chiusa per quattro o cinque ore e lo sblocco dei vari tratti, una volta che il gruppo è passato, avviene molto, molto lentamente.

Naturalmente saranno chiusi tutti gli accessi laterali alla Statale, uno ogni cento metri circa, con un impegno di Carabinieri, Poliziotti, Vigili Urbani e non so nemmeno di chi altro, che supera di qualche unità l’armata USA di Desert Storm.

Eppure qualcuno quella strada la usa per lavorare, o chi progetta queste cose pensa che il livello di disoccupati è tale che di persone che lavorano non vi è quasi più traccia?

La soluzione vi chiederete?

Semplicemente visto che di piste nel Far West non vi è più disponibilità o sto baraccone, è il nome che preferisco, lo spostate in posti dove vi è davvero una viabilità alternativa, ed in tal caso un piccolo disagio è accettabile anche da parte di chi non ha tempo da perdere a guardare un gruppo di sportivi, dove, temo, il più bravo è solo chi riesce a non farsi beccare dopato, oppure non si fa.

Ce ne faremo una ragione, anche se mi dispiace un po’ per le miss.

L’unica cosa buona è che hanno asfaltato le strade e allora Viva il Giro!

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