Nell’abbraccio ideale della Sua Paola, S. Francesco ha ricevuto le chiavi della città. Come ogni anno, presso il rione Cancello, la cerimonia che suggella il rapporto Patronale tra l’intera comunità e il fulgido esempio della Santità regionale, si è rinnovata nei confini dilatati di Piazza Pizzini, giunta a coprire tutta Via Macchia e Corso Cristoforo Colombo  sino ai piedi della statua Bianca che indica la strada per la Basilica.

In questo contesto, tanto popolato, il sindaco Ferrari ha tributato la rituale donazione delle chiavi al Santo, specificando che a Paola, quello compiuto con tale consegna, è l’atto principale che fa sentire l’importanza della carica rivestita in quel momento.

Quindi, consapevole che quello di quest’anno è stato l’ultimo gesto vissuto nelle vesti della sua prima esperienza sindacale, Basilio Ferrari ha voluto tributare alla piazza e al simulacro, il suo saluto. Concentrandolo in un tempo assimilabile alla decina di minuti, il primo cittadino che s’avvia alla contesa elettorale, ha chiesto per diverse volte “scusa”.

Rivolgendosi ad una platea di poco inferiore a quella che – secondo gli organizzatori – avrebbe assistito al concerto di Paolo Belli, il primo cittadino paolano ha detto: «Chiedo scusa per tutte le volte che non ho saputo ascoltare, per tutte le volte che non ho capito quanto era forte la necessità, per tutte le volte che non ho saputo o potuto dare una risposta. E le necessità sono tante, oggi ancora c’è troppa gente che è senza casa e senza pane, e io da solo non ce la posso fare a dare delle risposte. Allora è proprio dalla Città di S. Francesco che lancio un appello ai governi regionali e nazionali – ha dichiarato il sindaco – bisogna garantire una casa a tutti coloro che non la hanno, ripartire dall’edilizia popolare, da controlli più rigidi, severi. Per dare una casa a chi ne ha bisogno, lo ripeto, ancora una volta. Ma lo stesso chiedo scusa per tutte le volte che comunque sarebbe bastata un po’ di pazienza in più, un po’ di attenzione in più, un sorriso in più. Vi assicuro però che mai nulla è accaduto per interesse personale. Non mi sono distratto mai. Mai e poi mai ho messo prima l’interesse personale e poi quello della Città: mai! L’interesse dei nostri bambini. Ogni anno, eminenza, mandiamo una lettera, a tutti i bambini che sono nati nell’ultimo anno e li invitiamo a venire qui, a respirare quell’aria di cui parlava lei. Perché i bambini, quasi sempre, portano con sé i nonni e quindi li presentiamo, idealmente, tutte le famiglie, al nostro Santo […] Il primo anno che sono venuto qui avevo chiesto un’infinitesima scintilla di quel fuoco che lui teneva tra le mani, ma ho sbagliato, certamente era chiedere troppo, perché sarebbe bastata quella per non sbagliare mai. Eppure ho confidato di non essere giudicato troppo severamente né da lui e né da voi[…]Questa volta non avrei voluto leggere, ma non ho voluto infrangere la tradizione – ha detto ancora Ferrari – perché questo deve essere un discorso e non un comizio».

Paola – Il Sindaco Ferrari “chiede scusa” dinnanzi al Santo e alla Piazza ultima modifica: 2017-05-06T11:17:57+02:00 da Francesco Frangella
Francesco Frangella

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Giornalista. Mi occupo di Cronaca e Politica. Sono tra i fondatori del Marsili Notizie ed ho collaborato come freelance per varie testate.