Mentre il centrodestra è ancora alle prese con difficili rebus post elettorali, nella parte più rappresentativa del centrosinistra è in corso un vero e proprio tumulto.

Se in Forza Italia i tratti dello scontro stanno ancora delineandosi – con le nette prese di posizione da parte della coordinatrice provinciale Jole Santelli – nel Partito Democratico hanno già iniziato a darsele.

In ballo ci sono le prossime elezioni per Regione e Parlamento, quel terzo livello che ancora manca nel carniere di Graziano Di Natale.

Il capogruppo uscente del partito democratico cittadino, prossimo presidente dell’assise paolana e attuale consigliere provinciale, ha puntato i piedi con due interventi pubblici di notevole rilievo.

Tra ieri e l’altro ieri, l’avvocato democratico ha iniziato la sua avanzata partendo da Cosenza.

Regolando i conti tanto all’esterno quanto all’interno dei confini cittadini, l’eletto più votato di entrambe le competizioni ha inteso mettere in chiaro molte cose.

Iniziando dalle ombre locali, che ha diradato con l’impietoso confronto tra i suoi risultati e quelli raggiunti dai detrattori interni al suo stesso partito, l’ex presidente facente funzioni della Provincia è arrivato a mettere in discussione la nomenclatura stessa del PD.

Con l’annuncio della “Area nuova del Partito Democratico”, Graziano Di Natale ha gettato il suo guanto di sfida all’intero establishment cui i democratici calabresi fanno riferimento.

Partendo dall’analisi del voto locale, che prim’ancora che a Ferrari lo ha visto contrapporsi a Pino Falbo, l’ancora in pectore presidente del consiglio paolano, è andato all’attacco di tutto ciò che gli ha remato contro.

Avvisati pertanto il presidente provinciale, Franco Iacucci, che rimanda quasi di riflesso al governatore Oliverio, messo al corrente Giuseppe Aieta, consigliere regionale cetrarese andato duramente all’attacco di Roberto Perrotta durante la campagna elettorale, momento topico al quale addirittura – fisicamente – ha preso parte Nicola Adamo, per sostenere un progetto alternativo a quello ufficiale del PD. Senza considerare lo stato d’allerta annunciato al segretario regionale, Ernesto Magorno, e a quello provinciale, Luigi Guglielmelli (accusati di aver disatteso accordi raggiunti lo scorso 14 gennaio). Acquisiti i dati dei due impegni elettorali cui s’è recentemente sottoposto, che impietosamente mostrano una realtà per la quale persino Carletto Guccione non ha nulla di che rallegrarsi, Graziano Di Natale ha sferrato due colpi che perlomeno avranno stordito i suoi tanti “nemici” (termine forse pesante ma significativo di un’ostilità che travalica il semplice dissenso).

Averli “tanati” nei patti stretti  a Paola con il centrodestra uscente, capace di inaugurare un chilometro di pista ciclabile senza neanche averne certificato il collaudo, è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso, innescando – di fatto – un processo che difficilmente si concluderà senza qualche deflagrazione.

«Se il principio è questo – ha detto l’ex facente funzioni – della commistione tra destra e sinistra, io non ci sto. Quando uno rappresenta il suo partito, il PD, è caratterizzato dai suoi colori che sono diversi dai colori di Ncd e Forza Italia. Altrimenti si fa un papocchio».

Paola – Di Natale avversa la nomenclatura PD e va contro il “papocchio” ultima modifica: 2017-07-02T19:08:54+02:00 da Francesco Frangella
Francesco Frangella

About 

Giornalista. Mi occupo di Cronaca e Politica. Sono tra i fondatori del Marsili Notizie ed ho collaborato come freelance per varie testate.