Malgrado il successo ottenuto con la propria esibizione, per il leader del gruppo che ha intrattenuto il folto pubblico accorso tre sere fa su Corso Roma, dev’essere stato poco edificante doversi rapportare a ciò che – su una pagina di “controinformazione” di recente pubblicazione on-line – è comparso come commento alla “Serata Calabrese” condotta sulle note della sua band.

Presentandosi all’utenza come «Sito Web di notizie e media», un servizio che notifica istantaneamente presunte “news” sull’attualità, ha preso di mira gli artisti, stigmatizzando la loro presenza nel cartellone estivo paolano.

La Serata Calabrese e il pubblico presente su Corso Roma

Figlia probabile di una recrudescente tifoseria rimasta a secco di incarichi con il cambio amministrativo avvenuto a giugno, questa iniziativa editoriale sta palesandosi come un serio pericolo per la libertà di informazione locale, perché in barba ad ogni deontologia e ordinamento, pubblica costantemente amenità e falsificazioni con lo scopo di sminuire le responsabilità pregresse e denigrare l’attualità.

Dimentichi che nel passato recente sia stato celebrato il Sesto Centenario dalla nascita del Patrono cittadino con un “maxi ‘mpiulato”, pietanza oltraggiosa se paragonata alle Regole alimentari di San Francesco di Paola (qualcuno riesce a figurarselo mentre mangia uova sode, formaggio e soppressata?), i gestori della pagina web hanno enfatizzato la presenza in cartellone di un gruppo di musica tradizionale calabrese, quasi come se il folklore e la tradizione fossero cose da aborrire e mettere al bando.

Probabilmente cresciuti a caviale e champagne, e magari ingrassati a botte di migliaia di euro per spettacoli da una sera o allestimenti architettonici ancora da terminare,  i reporter da strapazzo celati dietro siffatta iniziativa, hanno messo nel mirino tanto i personaggi pubblici quanto i semplici cittadini (addirittura filmati di nascosto ed esibiti nei loro atti privati o alle feste di matrimonio), non lesinando trattamenti denigratori contro la stampa, rea d’aver scoperto il gioco riguardo la miriade di incongruenze messe in giro sulla rete.

Probabilmente animata da un pool di tirapiedi rimasti a secco di emolumenti (in alcuni casi arrivati a lambire i 100mila euro), l’iniziativa editoriale in questione sta contraddistinguendosi anche per la scarsa democrazia con cui si interfaccia all’utenza: un commento non gradito o una puntualizzazione razionale alle castronerie pubblicate, sono atti che vengono puniti con la cancellazione dei rilievi e con la neutralizzazione degli utenti, che vengono resi “inoffensivi” al punto da non poter più controbattere alle palesi idiozie messe in circolazione.

Un esempio in questo senso è stato fornito nel corso della pubblicazione di “atti” relativi al famigerato waterfront (ovvero il lungomare rinnovato secondo una metodica davvero inusuale) quando un cittadino ha iniziato a rispondere per le rime, i suoi commenti sono spariti seduta stante e la sua possibilità di replicare è venuta meno.

Un fatto increscioso, aggravato dalla diffamazione estesa a tutti coloro la cui buona fede viene carpita con argomentazioni sterili che seguono titoli sensazionalistici.

Una brutta gatta da pelare per chi si occupa di informazione, perché anche a Paola hanno ormai preso piede le famigerate “fake news” (clicca per sapere di che si tratta).

Paola – Avviate iniziative editoriali digitali dal sapore di FAKE NEWS ultima modifica: 2017-08-24T12:52:56+02:00 da Francesco Frangella
Francesco Frangella

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Giornalista. Mi occupo di Cronaca e Politica. Sono tra i fondatori del Marsili Notizie ed ho collaborato come freelance per varie testate.