Tra i giochi popolari col mazzo napoletano, quello del tressette è uno dei più complessi. Considerato come evoluzione al passo della briscola, comporta molta più destrezza della scopa e del’asso pigliatutto, perché i movimenti cui è soggetto tutto il corpo – nel tressette – sono una vera e propria danza da eseguire al tempo stesso della strategia di gioco. Mosse, ammiccamenti, occhiolini, sfarfallamento della smazzata, ventaglio di carte aperto o chiuso a seconda del punto. Coreografia che necessita di complicità, intesa come sentimento condiviso proteso all’obiettivo comune, è gioco che prevede anche la sua antitesi, che sancisce la vittoria nella sconfitta. Il così detto “tressette a perdere”.

Seduto alla rotonda di Fermitoro, Baracca del Rampante Cavallino incrociava lo sguardo dei suoi astanti, il gioco era partito, con le carte strette in ogni coppia di mani disposta al suo fianco.

Di seguito allo schieramento, c’è il secondo movimento, turno in cui “avversari” e “compari” entrano in comunicazione.

Ma nessuno parlava, e Baracca – sudato fin dentro gli occhi – non riusciva a vedere nessun segno, nessuna luce dalle montagne a est, neanche un sussurro dall’imprenditoria del nord, nulla di tangibile dall’offerta turistica dell’occidente, mentre inodore passava il vento da sud. Era messo piuttosto male.

Con espressione sconcertata spalancava le palpebre e non distingueva nulla.

«Quanta fatica – ripeteva a se stesso – quanto sudore. Sono stremato. Alla fine di questa mano rischio seriamente di crollare. Dove vado con quei punti che mi ritrovo? Devo trovare immediatamente il modo per capire chi mi sta facendo segno».

Il tempo passava, beffardo, ed ogni goccia di quella spremitura epidermica andava a colare sul tavolo da gioco, inumidendolo fino a lambire i gomiti di Anacleto Chibotta, vicino ma tutt’altro che “compare”.

Il segno che Baracca stava inconsapevolmente mostrando al suo avversario, richiamava alla mente situazioni di fallimento epico, come la scia della pipì liberata per paura (generalmente addosso), stuzzicava le narici come il sangue per lo squalo.

«Preda!». Interiormente esclamava, raggiante, Chibotta.

«Il cacciatore adesso sono io – proseguiva nella sua mente – e sarò quello che sventrerà il lupo per trarne fuori Cappuccetto Rosso e la sua nonnina. Adesso hai capito cosa sei? Hai sbagliato favola, qua non vanno bene le streghe e le fatine, qua siamo sanguigni, gente concreta. Siamo Pulp. Sangue e merda, altro che magia!».

Un’analisi disarmante, forgiata nella traspirazione della fatica, sprezzante verso quel sudore adrenalinico.

Quindi, rapida, la mossa vincente, carichi precisi e figure al loro posto, con donne e re in proporzione e con quel cavallo in più, mancante ai punti di Baracca.

La mano sul tavolo, sbattuta con forza, chiudeva di fatto la partita.

Un gemito sommesso.

Il tressette fa questo effetto a chi non vince.

La Città con il Nome di Donna, nel frattempo, aveva iniziato a strizzarsi gli occhi al sorgere del nuovo giorno, l’ennesimo da quando era venuta al mondo.

(continua…)

 

Quello che avete appena letto è il dodicesimocapitolo del romanzo a puntate “Città con il nome di Donna”. Fatti, cose o persone, sono puramente immaginari. Ogni riferimento è puramente casuale.

Per riprendere il filo dai primi capitoli:

  1. Cap. I: Via della Capitale eruttava merda (clicca e leggi)
  2. Cap. II: ORRORE E SACRILEGIO. Catena recluse parcheggio in centro (clicca e leggi)
  3. Cap. III: Parcheggio in centro: PERICOLO MORTALE! (clicca e leggi)
  4. Cap. IV: Una lacrima in una stretta di mano (clicca e leggi)
  5. Cap. V: La fiducia manda Paradiso (clicca e leggi)
  6. Cap. VI: «Non riconoscerò mai quel figlio» (clicca e leggi)
  7. Cap. VII: «La faccia (almeno) si salva?» (clicca e leggi)
  8. Cap. VIII: «Neuro, Supertossico Batterio» (clicca e leggi)
  9. Cap. IX: «Il Pescespada, il Totano e il Toro» (clicca e leggi)
  10. Cap. X: Storia di un Re Mida alla rovescia (clicca e leggi)
  11. Cap. XI: Quando canta una Molecola (clicca e leggi)
Città con il Nome di Donna – Cap XII – Il cavallo del tressette ultima modifica: 2017-09-21T20:18:07+02:00 da Giampiero Delpresepe
Giampiero Delpresepe

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Autore "collettivo", nominato caporedattore della Testata on-line Marsili Notizie, mi occupo dello scibile in generale, con particolare attenzione alla Politica.