La critica all’estate cittadina, pubblicamente condivisa sui social network dall’ex sindaco Basilio Ferrari, ha avuto un contraccolpo assordante su coloro che materialmente si sono spesi per la realizzazione del programma.

Forse ancora increduli per le parole pronunciate da colui che oggigiorno siede con carisma tra le fila della minoranza, dalle bocche dei fautori del cartellone lungo cui s’è svolta la bella stagione del 2017, non è uscito un fiato ufficiale.

Stuzzicando qualcuno di loro sul fronte “ufficioso”, è stato però possibile capire che qualcosa nei prossimi giorni potrebbe prendere corpo, magari premettendo ad una risposta formale tutti i dati relativi agli allestimenti predisposti nelle annate precedenti, quando i “tiri mancini” giocabili al bilancio erano tali da consentire impegni di oltre 70mila euro per due soli eventi (tipo un concerto e una serata con le miss).

Quest’anno, la lunga sequela di appuntamenti susseguitisi nel corso dei mesi più attesi dell’anno, sono costati complessivamente 28mila euro, una cifra distante dagli attingimenti che la precedente amministrazione non ha lesinato di effettuare dal bilancio, persino grattando il “fondo di riserva”, quando si è trattato di organizzare festicciole e cantate in piazza.

Ovviamente ognuno fa il suo gioco e pare ovvio che il politico di minoranza tenti di concentrare su di sé l’attenzione, tuttavia il proscenio ricercato da siffatta opposizione pare sempre meno rivolto ad “un popolo” e sempre più indirizzato verso il gradimento di “un pubblico”, diviso in fasce a mo’ di fazioni.

Quasi come se gli interlocutori non fossero mai cittadini ma soltanto spettatori, la ricerca del consenso telematico dimostrata da certi interpreti della politica nostrana, continua a prestare il fianco a scismi e divisioni che il consiglio comunale – inteso come civico consesso nell’aula Lo Giudice – ha più volte aborrito, manifestando l’intenzione di tendere ad una riappacificazione ricercata persino dai quattro sesti della minoranza.

Nel solco caro alla lingua dei giuristi, per sua natura varia e densa di espressioni capaci di dipingere efficacemente la realtà, c’è chi continua scegliere la via del “divide et impera” (ovvero “semina zizzania e continua a fare i tuoi comodi”),  saturando il web con ricordi di un periodo in cui il “panem et circenses” (vale a dire, “cibo a buon mercato e spettacoli per la massa”) era il balsamo ideale per curare ogni tipo di dissesto.

Ma i cittadini, così come i tempi, sono cambiati, soprattutto quelli che con 28mila euro – oltre ad organizzare l’estate in una città come Paola – hanno anche pagato la Siae (da cui sono stati esentati tutti coloro che hanno tenuto pubblici spettacoli, tanto in Piazza quanto in tutte le altre zone) e tutti i fabbisogni tecnici che sono stati necessari per amplificare e mettere i palchi in condizione di essere idonei per tutti gli spettacoli.

Paola – L’ex sindaco Ferrari biasima il cartellone estivo (costato 28mila €) ultima modifica: 2017-09-07T17:36:13+02:00 da Francesco Frangella
Francesco Frangella

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Giornalista. Mi occupo di Cronaca e Politica. Sono tra i fondatori del Marsili Notizie ed ho collaborato come freelance per varie testate.