Nel clamore di notizie non proprio esaltanti, la parte più silenziosa della città continua a manifestare problematiche annose.

L’ultima dimora di quanti riposano e riposeranno in eterno, il camposanto, a Paola rappresenta un’incertezza paragonabile alle tribolazioni cui si è sottoposti per una “prima casa”.

Le attese per l’assegnazione definitiva di un loculo, sfibranti quasi quanto il lutto subito, sono aggravate dalla consistenza stessa del terreno su cui si chiede un posto, una collinetta addirittura interessata dal movimento di un crinale che necessita pure di una messa in sicurezza.

Tempi biblici e situazione in stallo, derivazione di una disattenzione durata negli anni, come se la concentrazione fosse stata riservata solo al rilancio spettacolare dell’immagine cittadina, con eventi di grido e cantate di piazza cui adesso risponde l’assordante silenzio di un cimitero (cui l’Anas – nell’indifferenza degli amministratori dell’epoca – aveva addirittura escluso l’ingresso a coloro che l’avessero voluto visitare partendo dall’area urbana di Paola).

Ma questa è un’altra storia, erano altri tempi, quelli attuali non consentono più attese.

Perché sebbene il morto – senza fare ironia – abbia tutta l’eternità, ai vivi resta il disagio di sapere un proprio congiunto in collocamento provvisorio, precario anche nell’Aldilà.

Famiglie in attesa di conoscere quando sarà possibile ricongiungere salme di uno stesso ceppo, responsabili cimiteriali costretti a far quadrare sentimenti e disponibilità, con opere di equilibrismo lapidario che rendono appena sopportabile l’emergenza.

A Paola vivere non è facile, ma pare che anche morire non sia uno scherzo.

In queste difficoltà, l’amministrazione Perrotta – recentemente autrice di una delibera di “Annullamento” riguardo la gara d’appalto per assegnare servizi proprio in quel posto – nella persona del sindaco si è prodotta in un’ordinanza che dispone «con la massima urgenza, apposito progetto per la realizzazione di nuovi loculi nelle aree individuate alla parte Nord/Est del locale Cimitero, con contestuale formulazione degli atti tecnico/amministrativi necessari, predisponendo anche una aggiornata planimetria della consistenza del Cimitero Comunale, con l’individuazione, di concerto con l’Ufficio preposto, di concrete possibilità di future realizzazioni di strutture funerarie».

Questa iniziativa andrà senz’altro ad accelerare le tempistiche di intervento, ma probabilmente non eliminerà il problema che, alla radice, necessita comunque di nuove metodiche gestionali, più al passo con le direttive costituzionali armonizzate alla natura continentale dell’Europa unita.

Perché l’attuale impantanamento è (anche) frutto di ciò che è accaduto con la gara d’appalto per la “Gestione, manutenzione ordinaria e straordinaria e realizzazione nuovi loculi nel cimitero comunale di Paola”.

Un affidamento che prevedeva un importo – a base d’asta – di 984mila e 45 euro.

Un servizio che l’ingegner Fabio Pavone (all’epoca reggente dell’Utc e oggigiorno impiegato, a tempo indeterminato e con inquadramento professionale da categoria D1, presso il comune di Paola) aveva demandato senza utilizzare né la procedura competitiva con negoziazione, né il dialogo competitivo.

Formule fondamentali per rispettare il «principio costituzionale di buon andamento che impegna la pubblica amministrazione ad adottare atti il più possibile rispondenti ai fini da conseguire», così come indicato nell’annullamento a firma del subentrato capo Utc, ingegnere Ulisse Smeriglio.

Paola – “Emergenza Loculi”: emanata un’ordinanza per costruirne nuovi ultima modifica: 2017-10-25T20:14:00+02:00 da Francesco Frangella
Francesco Frangella

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Giornalista. Mi occupo di Cronaca e Politica. Sono tra i fondatori del Marsili Notizie ed ho collaborato come freelance per varie testate.