Nel corso del suo intervento consiliare, il vicesindaco Antonio Cassano ha portato alla luce una situazione che potrebbe turbare, e parecchio, i sonni ai passati amministratori.

Perché ricostruendo il percorso adoperato dai ferrariani per giustificare la copertura finanziaria del waterfront, l’attuale delegato al bilancio comunale s’è imbattuto in una problematica che – oltre a rendere palese il debito fuori bilancio sul lungomare – ha allargato le passività gestionali dell’ente anche su altri fronti, specialmente quelli emersi dopo la dichiarazione di dissesto.

Per quanto concerne il lavoro, che Basilio Ferrari riteneva di poter pagare recuperando oneri concessori, il responsabile del settore finanziario ha detto che la disponibilità di quelle somme non esiste, visto che la determina con cui sono state richiamate non è munita del visto di esecutività da parte del responsabile del servizio finanziario (l’ex segretario Nicola Falcone), e «anche se risulta pubblicata sull’albo pretorio, non ha assunto e non assume nessuna regolarità contabile in merito all’eventuale disponibilità della somma di 173mila euro».

Una bella batosta, cui s’è aggiunta la consapevolezza di un altro buco sorto nei confronti dell’Organo Straordinario di Liquidazione (Osl), che benché avanzasse 1milione e 99mila euro, ha ricevuto soltanto 360mila euro (lasciando uno “scoperto” da 739mila euro).

Stante quanto detto dall’assessore, la parte corrisposta trova copertura nel capitolo di bilancio 2177, denominato “fondo per il risanamento dell’ente”, che presentava uno stanziamento iniziale di 583mila euro, impegnato per la liquidazione dei 360mila già dati alla Osl.

Tuttavia di questo capitolo s’è persa ogni traccia nella contabilità dell’ente.

«Sono andato  a prendermi le carte – ha detto Cassano – per capire da dove origina questo fondo cassa, e trovo la deliberazione di giunta n.32 del 14 febbraio 2014, dove si dava atto dell’esistenza di questo fondo cassa da dover corrispondere alla Osl. Con la deliberazione della giunta, n.92 del 11 maggio 2015, questo fondo (a distanza di un anno e mezzo, ndr) veniva istituito e coperto per un milione di euro. Quindi 99mila euro in meno rispetto ciò che era stato sancito con la precedente deliberazione».

Nel consiglio comunale, il successivo 18 giugno 2015, inspiegabilmente questo fondo veniva ridimensionato a 583mila euro.

«Sto ancora aspettando di trovare e capire come sia stata possibile questa diminuzione – ha tuonato il vicesindaco – chi l’ha avallata e chi l’ha autorizzata e anche l’eventuale parere dell’organo di revisione. Ed oggi ci troviamo, oltre al debito del waterfront, altri 739mila euro da trovare e pagare».

Probabilmente fomentati da questa consapevolezza, tutti i consiglieri comunali sono intervenuti, con D’Andrea, Grupillo e Sorace già indisponibili a votare favorevolmente al riconoscimento del debito sul waterfront.

Sorace, rivolgendosi a coloro che si sono “pagati” per l’opera, s’è chiesto: «Con quale coraggio hanno intascato i soldi della progettazione? Se fossi in loro, chiederei scusa alla città e riconsegnerei quei soldi».

Paola – Cassano riferisce e Sorace (se fosse tecnico) restituirebbe i soldi ultima modifica: 2017-11-27T20:21:23+02:00 da Francesco Frangella
Francesco Frangella

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Giornalista. Mi occupo di Cronaca e Politica. Sono tra i fondatori del Marsili Notizie ed ho collaborato come freelance per varie testate.