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Paola – Il centrodestra “balcanizzato” ispira suggestioni: Cupello outsider?

Per quanto sia reduce dalla cocente sconfitta rimediata alle scorse elezioni amministrative, il centrodestra paolano è tutt’altro che ammansito.

Balcanizzato dalle tante lotte intestine susseguitesi nel corso dell’ultima esperienza amministrativa, il polo d’attrazione verso cui convergono migliaia di moderati cittadini – in vista dell’appuntamento di marzo – è l’insieme che pare depositario di maggiori chances di rilancio.

Fiutato questo vento, spirato prepotentemente in Sicilia, molti dei politici locali rimasti esclusi dalla ribalta, stanno cercando un riposizionamento capace di restituire smalto alla propria immagine pubblica.

Uno dei primi ad aver incamerato un placet importante è stato l’ex sindaco Basilio Ferrari, sempre più distante dalle schermaglie consiliari (che dovrebbero essergli proprie per mandato elettorale) ma proiettato nell’assalto alla nomenclatura del partito, con un incarico prestigioso su un fronte a lui caro.

Proprio lui è l’esponente forzista locale con maggiori quotazioni per una candidatura di prestigio (malgrado gli ultimi risultati ottenuti in competizioni sovracomunali non depongano a suo favore), anche se nel macrocosmo che attornia il movimento del Cavaliere esistono altri “astri nascenti” che potrebbero avere intenzione di brillargli accanto.

Per quanto è dato sapere, allo stato attuale Forza Italia è in mano al coordinatore locale, l’ex assessore a bilancio e patrimonio Stefano Mannarino, scelto dopo l’abbandono dell’ex capogruppo Pdl nell’aula “Lo Giudice”, Mimmo De Rosa.

Dopo una fase travagliata, caratterizzata dal “minimo termine” della mancata riconferma di un sindaco, nonostante l’appoggio incondizionato della coordinatrice regionale Jole Santelli, il partito che nelle sedi superiori è tra i più fieri oppositori dei governi Gentiloni e Oliverio, a Paola si presenta in ordine sparso, con un vicecoordinatore che è addirittura assessore dell’amministrazione Perrotta (centrosinistra).

Ovvio lo spaesamento dell’elettorato, e ancor più quello della base degli iscritti, divisi da uno scisma dovuto ad una irrecuperabile diversità di vedute che – da un lato – persegue lo scontro a 360 gradi (ultimamente si parla di pesanti frizioni anche con la Grande Paola di Maria Pia Serranò) – dall’altro – partecipa alla maggioranza che gestisce la città, con alzate di mano, in consiglio e giunta, in controtendenza rispetto agli intendimenti di Ferrari e Mannarino.

In questa spaccatura, resa “ufficiale” proprio dai ruoli ricoperti all’interno del partito, Forza Italia starebbe scoprendo anche il ruolo degli outsider, vale a dire coloro rimasti in rapporti cordiali con ambo le parti.

Seguendo questa logica, non suonerebbe affatto strano il ricircolo di nomi mai stati “di secondo piano”, personalità capaci di incontrare l’apprezzamento in entrambe le fazioni “in lotta”, gente come l’ex assessore Marco Cupello ad esempio, ultimo gestore di club “Forza Silvio” nell’era in cui il Pdl era una polveriera e Ferrari strizzava l’occhio ad Angelino Alfano.

Lui, ma anche altri, potrebbero incarnare il ruolo di “terzo incomodo” nella scalata ad un movimento che attualmente è l’anima del centrodestra italiano.

About Francesco Frangella

Francesco Frangella
Giornalista. Mi occupo di Cronaca e Politica. Sono tra i fondatori del Marsili Notizie ed ho collaborato come freelance per varie testate.

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