Nota diramata dalle referenti dell’associazione “Artemisia Gentileschi”

Sebbene il tema della violenza di genere sia un “classico” dell’associazionismo femminile, la neo-costituita Associazione “Artemisia Gentileschi” si pone alla collettività con un approccio davvero innovativo già dalle premesse.

Artemisia Gentileschi è stata una della prime donne che la storia conosca a ribellarsi al suo stupratore, sottoponendosi a un processo che – nel 1600 – era disonorevole più per l’aggredita che per l’aggressore, pur di arrivare a far valere la verità.

«La denominazione della Associazione è una dichiarazione di intenti – spiegano Rosangela Cassano, avvocato e Presidente, e Simona Nigro, psicoterapeuta e Vice Presidente – perché appalesa come la chiave di volta di tutto il sistema dell’antiviolenza sia il coraggio finalizzato alla libertà, che non sempre si identifica con il raggiungimento di una giustizia giusta. La nostra Associazione non sarà fatta di parole, ma si concretizzerà in un capillare lavoro di aiuto alla prevenzione dei sintomi dell’amore malato prima che questo sfoci nella violenza fisica. Anche dal punto di vista giuridico, lavoreremo sull’individuazione degli strumenti che il nostro ordinamento offre per tutelare le vittime ancor prima delle aggressioni. E ciò nella necessaria consapevolezza che la nozione moderna di “genere” include la lotta a ogni forma di discriminazione. La nostra dedizione alla causa sarà totale».

In effetti, pur essendo costituita da meno di un mese, l’Associazione ha già in cantiere una importante presentazione, prevista per giorno 28 novembre, che ha già registrato il sostegno dell’On.le Monica Cirinnà (firmataria della Legge n. 76 del 2016), del consigliere regionale Orlandino Greco, del Professore Filippo Petruccelli (Direttore Istituto per lo Studio delle Psicoterapie), della Dottoressa Lorita Tinelli (Fondatrice Centro Studi Abusi Psicologici), nonché della signora Vera Squatrito (madre di Giordana di Stefano, uccisa con 42 coltellate dal suo compagno).

«Confidiamo nella collaborazione di tutti, Amministrazione Comunale e Istituzioni in generale, ma anche nell’alleanza con la società civile, perché il primo muro da abbattere in questa battaglia è l’omertà, affinché la lotta contro la violenza di genere sia identificata come un obiettivo comune e non discriminante. Il silenzio genera mostri; la parola, invece, bellezza».

Segue una breve video intervista con la vicepresidente dell’associazione, la psicoterapeuta Simona Nigro.

Buona Visione

Paola – Contro la violenza in nome di Artemisia: parla Simona Nigro – Video ultima modifica: 2017-11-05T10:48:06+02:00 da Redazione
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