«Io vorrei riportare, nella coscienza paolana, quella che si è un po’ persa, cioè la veridicità dei fatti e delle situazioni». Con queste parole, espresse durante l’ultimo comizio tenuto dalla coalizione di Salute Pubblica in prossimità del primo round elettorale, Tonino Pizzini s’è approcciato all’argomento tornato all’ordine del giorno della politica paolana.

Mai tralasciato dall’ex sindaco Basilio Ferrari, autore finanche di opinabili siparietti nel corso dei suoi interventi di piazza, l’argomento della “montagna” affidata in gestione al figlio del primo cittadino in sella fino all’avvento della Ganeri, ha ripreso a costituire un “casus belli” sul quale buona parte degli sconfitti delle urne hanno preso a ringalluzzirsi.

«Dire qualcosa di falso, di non veritiero, finire col crederci e andare così per tutta la vita. Eh no – ebbe a dire Pizzini – io sono qui per porre dei limiti, per far capire a tutti quanti voi quali sono le menzogne, i falsi moralizzatori che ci sono in questa città e che da tanto tempo, purtroppo, avvelenano il clima politico e sociale di tutti».

Entrando nel merito dell’argomento per il quale Ferrari – pubblicando un pensiero su internet – ha parlato di «montagna della vergogna», e per cui l’ex presidente del consiglio, Emira Ciodaro (anch’ella intervenuta a mezzo web) s’è prodotta in una sortita “accusatoria” di inequivocabile tenore («“Perrotta” paga pegno la montagna nuovamente a Pizzini – ha scritto in premessa l’esponente Pri – ovviamente in comodato d’uso gratuito e per 14 anni»), l’ex presidente Arssa aveva già espresso la sua opinione pubblica.

«Solo la cattiveria di una persona che è rivolta verso me – ebbe a dire durante il comizio della lista “Liberamente per Paola” – ma che colpisce mio figlio, non certamente me, avrebbe potuto concepire questo. Ma non l’ha tolta (il riferimento è all’assegnazione della superficie, ndr), perché non poteva toglierla. Perché lì fu fatta con tutti i crismi della legalità, con una delibera consiliare. Dov’è stato l’inciucio del 2011? Riflettete: nel 2011 Roberto (Perrotta, ndr), stava per scadere e non poteva ripresentarsi, ma siccome è un sindaco e ha le visioni larghe, e capisce chi può dare un minimo di sviluppo a questa città. Ha compreso al volo che quella era una carta che si potesse giocare, e che comunque non è gratuita, perché se andate a vedere la convenzione fatta con il comune, è penalizzante per me».

La concessione adesso è stata “ripristinata” con delibera dell’attuale esecutivo, operazione consequenziale ad una deliberazione consiliare che Ferrari non ha potuto (o voluto?) “togliere” e che, in prospettiva futura, dovrebbe mettere al riparo il comune da eventuali azioni legali che il privato (in questo caso Pizzini), avrebbe avuto il diritto di intentare per uno stop durato tanto quanto l’amministrazione di centrodestra.

Paola – Pizzini a Ferrari: «Perché non hai tolto la convenzione montagna?» ultima modifica: 2017-11-21T08:49:46+02:00 da Francesco Frangella
Francesco Frangella

About 

Giornalista. Mi occupo di Cronaca e Politica. Sono tra i fondatori del Marsili Notizie ed ho collaborato come freelance per varie testate.