scuola fosse del rango

Paola: Manutenzioni “ferrariane” sulle scuole: pezze peggio del buco – Foto

Riprendendo il filo del discorso riguardo la situazione in cui versano gli edifici scolastici di pertinenza comunale, a partire da Sant’Agata bisogna farlo svolgere fin verso il centro urbano.

Dopo il plesso più paparazzato dell’ultima campagna elettorale (molti ricorderanno le foto con l’ex sindaco Ferrari che tagliava nastri tenendo per mano bambini inconsapevoli), l’altro edificio sul quale s’è allungata con scarsi risultati l’azione manutentiva dell’amministrazione uscita malconcia dal confronto con le urne, è stato quello che ospita gli scolari di Fosse del Rango.

Avendo recepito le segnalazioni inerenti le copiose infiltrazioni che da oltre cinque anni funestano le giornate uggiose all’interno della scuola, l’attuale maggioranza di governo cittadino – nelle vesti “ispettive” dell’assessore ai lavori pubblici Emilio Mantuano – ha voluto prendere atto della situazione.

Come al solito, sin dal primo sopralluogo è parso evidente che le “pezze” applicate per risolvere i problemi, si sono rilevate addirittura peggio del buco che avrebbero dovuto coprire.

Per farla breve, partendo dal locale che ospita il “laboratorio scientifico” – contraddistinto da suppellettili didattici cosparsi dell’intonaco copiosamente distaccatosi dal soffitto – è bastato salire in cima al tetto per capire la natura del guasto che lo ha reso quasi del tutto inutilizzabile.

Come nel caso di Sant’Agata, anche per l’edificio di Fosse del Rango i problemi risiedevano nella fattura della guaina catramata che, probabilmente usurata dal tempo, anziché essere sostituita è stata semplicemente “ricoperta” con del liquido viscoso, versato per di più tra le fessure delle tegole, quegli spazi che ogni progettista sa che dovrebbero servire a smaltire l’acqua piovana e che invece, “otturati” da quella colata impermeabilizzante, sono divenuti trappole “stagnati” che in poco tempo hanno riversato negli ambienti sottostanti tutta la portata di cui erano capaci.

Quella sopra il laboratorio non era l’unica porzione di tetto a creare problemi alla scuola. Ve n’era infatti un’altra che – per la natura “particolare” della stanza che copriva – avrebbe dovuto costituire il primo pensiero di ogni operaio impiegato nell’opera, se non altro per una questione di delicatezza sentimentale (visto che l’ambiente sottostante è attrezzato per andare in contro a necessità peculiari delle categorie svantaggiate).

Invece, anche in quel caso, una bella colata di guaina “liquida” e il lavoro è stato considerato concluso (con risultati ovviamente scarsissimi).

Guaina ripristinata ad inizio di questa settimana (foto del 18.12.2017)

A rendere ancor più beffarda la remunerata manutenzione, la pitturazione cui sono state oggetto le tegole ricoprenti la metà di un tetto, tinteggiate di un rosso più vivo che forse – nelle intenzioni di chi ha spennellato – sarebbe dovuto servire a palesare uno stato di “novità” che in realtà non sussisteva.

Dall’atto del sopralluogo, l’attuale amministrazione ha predisposto nuovi e più incisivi interventi, che almeno nel caso della scuola in questione, dopo i recenti piovaschi, hanno consentito a tutti di poter gioire del fatto di avere un tetto “funzionante” sulla testa.

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