La prospettiva di un’autoeliminazione era nell’aria, perché sin dal giorno successivo alla sua elezione (ratificata finanche dal Tar), in molti avevano già paventato la possibilità che Vincenzo Limardi potesse gettare la spugna.

Eletto grazie allo sforzo della coalizione sorta attorno al suo nome (Noi con Enzo Limardi divenuta poi, forse precauzionalmente, Noi per Paola), il dimissionario consigliere di minoranza incarnava le ambizioni della Rete dei Beni Comuni e di Cambia Paola, due compagini che – malgrado la massiccia presenza di elementi afferenti alla sinistra cittadina – non gli hanno mai concesso la possibilità di identificarsi in una dimensione ben comprensibile.

Lo aveva spiegato lui stesso, nel corso di un videomessaggio diffuso il 31 Maggio 2017 per giustificare la scelta di proiettare una pagina di giornale, con un titolo fuorviante, nel corso di uno dei suoi comizi.

«Sono due liste civiche – ebbe a dire Limardi, durante l’intervento nel quale non lesinò stoccate ai giornalisti – non è sinistra. Noi non ci definiamo una “coalizione di sinistra”. Oltretutto ci dicono “vi autodefinite” una coalizione.  Non ho mai detto, io personalmente, se qualcun altro lo ha detto gli bacchetto le mani. Per dire che nessuno di noi lo ha detto. Difatti abbiamo molti dei nostri sostenitori che sono di destra».

Quindi, da un punto imprecisato della bussola, il consigliere comunale uscito cui il giudice aveva validato il seggio cui anelava l’ex presidente del consiglio comunale Emira Ciodaro, ha spedito una missiva elettronica “certificata” con cui ha ritenuto di chiudere la partita.

Tuttavia, come ha avuto modo di spiegare Graziano Di Natale (attuale sovrintendente dell’assise  cittadina), la modalità scelta per esprimere una simile determinazione non si confà al regolamento, pertanto Vincenzo Limardi sarà chiamato a scegliere un’opzione idonea, consistente nella presentazione personale del documento, o nella nomina di un delegato ufficiale cui spetterà l’incarico di ratificare il passaggio dimissionante.

Una doccia fredda per i supporters dell’ex candidato a sindaco, soprattutto quelli che forse ben volentieri si farebbero bacchettare le mani (perché sicuramente “di sinistra”) afferenti al progetto di Cambia Paola.

Tant’è che senza troppi giri di parole, la leader storica del movimento che già nel 2012 sfiorò un seggio con l’allora candidato Alessandro Pagliaro, vale a dire la coriacea avvocatessa Marta Perrotta (sempre in prima linea per la difesa dei più deboli, nella lotta al malaffare e al metodo mafioso), in un messaggio affidato al social network “Facebook”, nel passaggio finale ha scritto: «In molti ci aspettiamo dunque che, nonostante questo spiacevole episodio, la nuova consigliera vorrà fare proprie le finalità espresse nel corso dei vari incontri, conferendo così alle nostre intenzioni e indicazioni la dignità e il crisma dell’impegno politico ufficiale. Diversamente, potremo dire addio al sogno di mantenere vivo a Paola un movimento autonomo e responsabile, un sogno espresso per ben due volte da un paolano su dieci».

Auguri a Marta Perrotta, anche se a novembre dell’anno scorso il presagio era stato già “avvertito” su queste colonne (clicca).

Ora dovrebbe toccare a Giuliana Cassano, madre dell’ex segretario dei giovani democratici Andrea Signorelli, andare a promuovere l’azione di una compagine che – venuto meno Vincenzo Limardi – diviene esclusivo appannaggio di una sola delle due liste che componevano la coalizione, vale a dire la “turchese” RBC, senza alcuna tonalità calda delle cromaticità derivanti dal rosso.

Almeno si risparmierà in “bacchette”.

Segue il video che da conto della querelle originatasi sul finire del mese di maggio dell’anno scorso.

Buona Visione

Paola – Limardi si dimette da consigliere: un risparmio di bacchette – Video ultima modifica: 2018-01-19T17:13:24+02:00 da Redazione
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