Oggi, 23 febbraio 2018, sarebbe dovuto essere il “gran giorno” per un certo tipo di opposizione all’attuale amministrazione comunale paolana.

Invece, nisba.

A causa di un impedimento del giudice relatore, le ragioni del ricorso proposto – tra gli altri – dall’opposizione incarnata dall’ex sindaco Basilio Ferrari, saranno discusse il prossimo 13 aprile.

Malgrado la presenza dei legali di parte, l’aula da cui sarebbe dovuto uscire un verdetto in grado di chiudere (o aprire) gli scenari fantasiosi lasciati “in sospeso” sin dal consiglio comunale del 14 luglio 2017, è rimasta inaspettatamente (?) “muta”.

Un silenzio funzionale a prolungare la corsa di quel “can per l’aia” menato senza sosta da coloro che hanno perso le elezioni comunali.

Perché al sindaco Roberto Perrotta, diluire ulteriormente le tempistiche di questa contorta vicenda, non interessa affatto. Anzi.

Lasciando il compito di esprimere giudizi anticipati ad avvocati capaci di inventarsi sentenze pur di propinare le proprie convinzioni, del ricorso proposto dall’ex primo cittadino (insieme ad un nutrito gruppetto di rappresentanti della passata amministrazione) si deve tener presente il fondamento, basato sull’ineleggibilità di coloro che abbiano maturato delle pendenze con l’ente locale.

Ebbene, in un comune dove ultimamente è stato acclarato che esisteva una frangia di cittadini neanche registrati all’ufficio tributi, dove le notifiche per la restituzione delle indennità non venivano neanche inviate ai destinatari, non deve sorprendere che – ora che le cose hanno ripreso a funzionare – l’ex sindaco Basilio Ferrari sia stato chiamato a pagare per restituire anch’egli ciò che doveva.

Solo che questo è avvenuto ultimamente.

Forse, alla data delle scorse elezioni amministrative, anche la sua candidatura era improponibile.

Ma a nessuno è venuto in mente di fare ricorso.

Così come a nessuno è venuto in mente di considerare che Roberto Perrotta, all’atto di essere eletto, a differenza di altri era “creditore” nei confronti del comune (tant’è che l’ente ha dovuto restituirgli i soldi che avanzava sia per il pagamento dell’Imu – i quanto era rimasto uno dei pochissimi a non essere ristorato, a differenza degli altri – sia per il pagamento del legale che lo aveva difeso in tutte le vertenze da cui era uscito vincitore). Per cui, nella somma algebrica, il sindaco “avanzava” soldi rispetto ad un debito di cui non c’era nessuna “ufficialità”.

Comunque una considerazione la si potrebbe “ventilare”: in caso il ricorso non venisse accettato, che batosta sarebbe per il centrodestra?

Forse questo rinvio giova pure alla campagna elettorale per le nazionali, soprattutto per quelle sagome che in città continuano a lasciare intendere di contare ancora qualcosa per qualcuno.

Il 13 aprile sarà – si spera – tutto più chiaro, ed ognuno sarà misurato nella sua giusta dimensione.

Per quanto concerne un “ripasso” della storia, potrebbe essere utile la visione del video che segue.

Buona Visione

Paola – Ricorso contro Perrotta rinviato ad aprile. Ma Ferrari era eleggibile? ultima modifica: 2018-02-23T18:45:45+01:00 da Giampiero Delpresepe
Giampiero Delpresepe

About 

Autore "collettivo", nominato caporedattore della Testata on-line Marsili Notizie, mi occupo dello scibile in generale, con particolare attenzione alla Politica.