Nell’eventualità rispondesse al vero quanto messo in mostra da una parte politica che si fatica a ritenere “credibile”, per vicissitudini legate a opinabili condotte (come ad esempio quelle inerenti i verbali di consigli comunali attestanti presenze di consiglieri volontariamente “assenti” – CLICCA E APPURA), l’amministrazione comunale, nella persona del vicesindaco Antonio Cassano, invita coloro che avessero ricevuto “avvisi urgenti” da parte del settore “Finanze e Tributi” del comune di Paola, a recarsi martedì mattina presso il suo ufficio.

L’occasione servirà ad acclarare una situazione per la quale, il delegato al bilancio della giunta Perrotta, ritiene doveroso farsi CARICO di intraprendere qualsiasi tipo di azione legale, tanto per tutelare gli interessi della cittadinanza quanto per salvaguardare il buon nome del comune (anche attraverso eventuale denuncia da presentare alla Procura della Repubblica).

Tanto per chiarire ulteriormente i dettagli di quanto sia stato strumentale attribuire all’amministrazione in carica il tentativo di “intimorire” i cittadini (a questo punto trovandosi dinnanzi ad un documento fuorviante) sarebbe opportuno verificare la matrice da cui  questo ha preso avvio, e l’unico modo per farlo consiste nel coinvolgimento dell’Autorità.

Il “Settore Finanze e Tributi”, impresso come mittente del documento mandato alla stampa, non ha mai conferito alcun incarico di “espropriazione forzata” a chicchessia, pertanto l’Amministrazione comunale – benché richiamata nelle esternazioni di chi si abbarbica su vegetali simboli di partito – non ha alcun ruolo in questa faccenda (così come chiarito recentemente – CLICCA – quando è stato spiegato che le missive criticate sono state spedite dalla Commissione Straordinaria di Liquidazione).

È doveroso rimarcare che gli avvisi ultimamente recapitati potrebbero,invece, essere più verosimilmente frutto di una deliberazione della giunta Ferrari risalente al 2014, con incarico dato dall’allora segretario Nicola Falcone che – stranamente – nel 2016 è stato revocato sempre dagli amministratori del centrodestra (fermo restando l’avvio della procedura di riscossione degli avvisi nel frattempo inviati).

La deliberazione da cui questa vicenda trae spunto (perché l’origine arcinota è ascrivibile alla dichiarazione di dissesto) è la n.111 del 08/10/2014, avente ad oggetto: “Sperimentazione Servizio di Riscossione mediante ingiunzione fiscale” (CLICCA E APPROFONDISCI).

Una “prova” che si è addirittura arrivati ad avallare facendo riferimento ad un “Regio Decreto” del 1910, quando l’Italia non era ancora né una Repubblica, né uno stato regolamentato secondo principi democratici, ma un Regno gestito dalla legislazione sabauda.

Una dimenticanza grave per coloro che all’epoca rivestivano ruoli nell’esecutivo, che comunque fa il paio col disconoscimento della tassazione relativa al servizio di raccolta dei rifiuti del 2016, occorrenze che probabilmente certificano uno stato di smemorata malafede patologica valutata con giustezza dall’elettorato.

Rimarcando che l’amministrazione in carica, dal 29 giugno del 2017, non ha mai autorizzato nessuno ad arrogarsi il diritto di ingiungere alcunché alle famiglie paolane, non condividendo la brutalità della formula individuata per richiedere il dovuto a chi è stato sollecitato ad ottemperare, si invitano coloro in possesso delle carte “incriminate” (avvocati segretari in primis) a recarsi in municipio, per dare prova incontrovertibile della volontà di aiutare i cittadini e la loro casa Comune.

Ovviamente l’auspicio è che chi ha sollevato questo polverone si faccia parte diligente nel fare recapitare quanto in suo possesso.

Paola – Avvisi Urgenti di Espropriazione Forzata: diffidenza sull’intestazione ultima modifica: 2018-03-05T11:49:37+01:00 da Redazione
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