Nota diramata dalla maggioranza di governo cittadino che, in risposta alle sortite promulgate a mezzo web da esponenti di una politica avversa all’attuale assetto amministrativo di Paola, chiarisce la procedura che ha portato all’affidamento di un servizio da installare sull’area comunale di Parco Europa.

La qualità di una predica è direttamente proporzionale a quella del pulpito da cui viene pronunciata.

Per accettare una “lezione” bisogna riconoscere le doti magistrali di chi, salito in cattedra, insegna.

Ebbene, siccome negli ultimi giorni s’è palesata una spasmodica ricerca della ribalta da parte di esponenti di una politica ormai archiviata, che tentando di agitare venti sensazionalisti rischiano di irritare gli occhi dei cittadini onesti, occorre diradare l’ennesima folata di fumo propinata a mezzo web.

Riguardo l’affidamento in gestione di un’area comunale su cui verrà installato un chiosco destinato alla somministrazione di alimenti e bevande, la domanda che occorre porsi non riguarda tanto il soggetto risultato detentore dei requisiti necessari all’ottenimento della concessione, bensì la procedura utilizzata per giungere a tale risultato.

Se ci fossero stati i presupposti per sollevare uno scandalo, si sarebbe anche potuta prendere in considerazione la reprimenda formulata, a vario titolo, da coloro che nel recente passato si sono vantati di propinare un metodo amministrativo passato alla storia come “Modello Reggio”.

Ma dato che così non è, e le carte lo confermano in maniera inequivocabile, sarà opportuno riepilogare i passi che hanno determinato la scelta di una direzione molto diversa rispetto a quella imboccata in precedenza.

A chi oggi si compiace delle reazioni ottenute con un misero post sui social network, occorre ricordare che in un passato neanche tanto remoto, un’altra fidanzata ha potuto giovarsi dell’affidamento di una struttura comunale.

Solo che in quel caso non si trattava della ragazza del figlio di qualcuno, ma della compagna di un consigliere comunale capogruppo di maggioranza che, dopo un paio d’anni, ha “rinunciato” alla gestione e per questo risulta attualmente “sostituita” da chi, nella graduatoria per quell’affidamento, giunse secondo.

A quel tempo, a nessuno è venuto in mente di agitare l’opinione pubblica con argomenti populisti, basati sulla mancanza di lavoro e sull’occasione perduta da tutto il resto dei giovani rimasti esclusi da una procedura i cui passaggi sono attualmente ancora al vaglio degli inquirenti (visto il sequestro effettuato dalla Procura su tutti i documenti prodotti nell’ultimo lustro).

Ma all’epoca, la logica dei due pesi e delle due misure era prassi consolidata, perché altrimenti non si spiega come sia stato possibile – ritornando all’argomento riguardo la recente determinazione che consentirà a Parco Europa di diventare funzionale all’idea “connettiva” di un PRU che s’è tentato di stravolgere in ogni modo – affidarlo ad una cooperativa costituita dopo la scadenza della manifestazione di interesse, ad un soggetto diverso da quello che aveva fatto domanda e di cui non si comprende quali erano e come sono stati attestati eventuali requisiti.

Un affidamento diretto bello e buono riservato a chi s’è addirittura preso la briga di “minacciare” (con tanto di riferimento a luogo e modalità di esecuzione) il successore del sindaco precedente in caso di mancata conferma della concessione.

Quanto alle referenze bancarie, analizzate puntigliosamente da chi oggigiorno – oltre ad essersi visto confermare in Cassazione un sequestro di beni – è rinviato a giudizio in un procedimento nel quale la Regione Calabria è parte civile, quelle presentate per la procedura avallata dall’attuale amministrazione sono valide e verificabili, mentre quelle fornite da chi aveva avuto in gestione l’area dai passati inquilini del Sant’Agostino non erano tali da giustificare la prosecuzione del progetto presentato.

Pertanto i servizi prospettati non sono mai stati avviati e il comune ha dovuto revocare l’affidamento, cui è seguita una nuova pubblica procedura – di evidenza fruibile e scevra di quelle anomalie che in passato, guardando per esempio a certe assunzioni, hanno richiesto l’avallo di avvocati e geometri muniti di supporto satellitare – che ha premiato l’offerta di chi, già in precedenza, aveva già chiesto d’essere tenuto in considerazione.

Paools”, come è stata definita “Paola” nelle foto a corollario dell’intervento web di chi è riuscito a spendere più di 25mila euro per una singola giornata in compagnia di un’attrice, e di chi è costato 8mila euro per organizzare un singolo concerto a fianco di una struttura da cui sono “spariti” sei computer, non è più una città che può permettersi di fare aprire parco giochi a chi s’è candidato manifestando appartenenze, non è più una realtà che può subire interdittive antimafia o fallimenti annunciati.

La morale non può essere accettata da chi ce l’ha sotto i tacchi (magari Paciotti).

Paola – Parco Europa, affidamenti e… fidanzate. Risposta ad annunci critici ultima modifica: 2018-04-23T13:05:23+02:00 da Redazione
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