«Ti do 50 euro in cambio della verginità». Con proposte di questo tipo, il presunto orco oggigiorno alla sbarra presso il Tribunale di Paola, avrebbe per anni vessato sua nipote (figlia della sorella) all’epoca dei fatti minorenne.

Il 9 Maggio prossimo, quando nell’aula del Palazzo di Giustizia cittadino sfileranno altri testimoni dell’ignominiosa vicenda, ulteriori dettagli potrebbero andare ad aggiungersi al puzzle che gli inquirenti stanno tentando di ricostruire, per dare finalmente un senso ad una storia dai connotati brutali e dalla durata insopportabile.

Palpeggiamenti, ingiurie e mortificazioni, questa era l’ordinaria quotidianità di una bimba che – sin dall’età di dieci anni – sarebbe stata addirittura esposta alla visione di rapporti sessuali tra sua madre (separata dal marito) e suo zio (fratello della madre), legati da un destino incestuoso che poi sarebbe toccato anche a lei.

È la storia di una famiglia i cui destini appaiono intrecciati in una trama di squallore che getta ombre su tutto il circondario, perché dal nucleo di provenienza della madre della bambina al centro del dibattito, si delineano i tratti di una tragedia in cui è spuntata finanche la morte, in circostanze che ora appaiono misteriose, di un altro zio.

Basandosi su questo fatto, secondo i rilievi degli inquirenti, l’uomo che avrebbe violentato la minorenne (fratello di sua madre), si sarebbe fatto minaccioso contro la nipote, terrorizzandola – contestualmente all’esibizione di una pistola – con la storia di quello zio morto in una cava, usata come esempio per esprimere ciò che le sarebbe potuto accadere se solo avesse raccontato a qualcuno i “trattamenti” cui era sottoposta.

Perché il presunto orco, forte della leva economica costituita nei confronti della congiunta, avrebbe consumato regolarmente coiti di natura varia con la madre di sua nipote, mostrando un’aberrante indole sessuale alla piccola che – successivamente – sarebbe stata per anni l’oggetto del suo ludibrio.

Pacche, invadenze e violazioni che, dal corpo adulto di una sorella consenziente, sarebbero poi state trasferite sulla pelle innocente di una bambina, nell’attesa che il tempo la rendesse “idonea” a carpirne la verginità.

Ma gli appetiti sessuali dell’uomo si sarebbero scatenati in una di quelle giornate in cui la madre della ragazzina l’avrebbe lasciata appositamente da sola in casa, con lo zio che – in preda alle sue pulsioni – l’avrebbe sovrastata fisicamente, riuscendo nel suo squallido intento.

Queste le parole con cui l’accusa – istruita dal Pubblico Ministero, Valeria Teresa Grieco – ha cristallizzato le presunte responsabilità dell’imputato: «Approfittando della sua qualità di zio materno della vittima, dello stato di disagio familiare determinato dalla separazione di coniugi della stessa, dell’inferiorità fisica e psichica della medesima, da quando questa aveva appena 10 anni e fino all’età di 16 anni. Con continua e con progressiva maggiore gravità. Con violenza e minaccia, costringeva la ragazzina a subire violenza carnale, a compiere, subire ed assistere, ad atti sessuali».

Alla sbarra anche la madre della vittima che, secondo l’accusa, in concorso col fratello avrebbe favorito gli abusi.

Paola – «50€ per la verginità» nell’indifferenza di mammà. Zio a processo ultima modifica: 2018-05-01T10:26:05+02:00 da Redazione
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