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Paola – Ricorso Mancato: ennesima sconfitta. Il centrodestra si riorganizza?

Mentre Graziano Di Natale, nella sua qualità di referente politico del PD, lancia una campagna volta alla conquista della “Prossima Meta” (a breve un video report sul Marsili Notizie), dalle parti di altri lidi, quantomeno “opposti”, si inizia a respirare un’aria da resa dei conti.

Se il consigliere provinciale, nonché presidente del consiglio comunale paolano, eletto tra le fila del partito comunque “meglio messo” tra quelli derivati dal centrosinistra, se Graziano Di Natale (per farla breve), si specchia in uno dei saloni più suggestivi del palazzo del Governo di Piazza XV Marzo, proiettandosi – insieme ad amministratori locali ed esponenti parlamentari – verso una scalata tesa a mettere in discussione lo stato maggiore del suo stesso Partito, dalle parti dei suoi coetanei avversari giungono segnali di accesa discussione.

Forza Italia, movimento tra i più peculiari (perché con un coordinatore firmatario del ricorso ed un vice che, invece, amministra insieme al sindaco Perrotta) sembra avvolta in una fase di stallo.

Colpa dell’ordinanza emessa dal Tribunale di Paola?

In parte si.

Perché internamente al partito del Cavaliere, gli equilibri post batosta legale non sarebbero più quelli che “insieme guardavano al futuro”, perché non sarebbe più un pensiero prioritario il perseguimento della strada giudiziaria a tutti i costi, unica strategia sinora adottata per cercare il consenso dell’elettorato.

Forza Italia potrebbe voler cambiare.

A questo punto bisognerebbe chiedersi “cosa” vorrebbe cambiare.

Il coordinatore? Il rappresentante consiliare?

Sulla guida di Giovanni (Stefano) Mannarino, essendo stata propiziata da un’investitura “dall’alto”, non paiono sussistere addensamenti critici, anzi – malgrado le note vicissitudini in seno al direttivo (si tengano presenti i diversi orientamenti del coordinatore e del vice) – pare che con lui al timone i tesserati siano cresciuti di numero.

Del consigliere comunale (ancora non è dato sapere se anche “capogruppo”), resta l’impossibilità di valutare l’impatto che avrà l’aula nei suoi confronti. Perché l’ex sindaco Basilio Ferrari, senza l’arma del “ricorso”, sarà chiamato a confrontarsi con avversari ai quali dovrà anche rifondere del denaro, visto che insieme agli altri ricorrenti è stato condannato a pagare “in solido” le spese di lite nei casi D’Andrea, Politano e Ollio (tutti e tre suoi dirimpettai di banco).

Se tributo si dovrà versare, è altamente probabile che il meglio piazzato alle sue spalle (se i conti tornano, l’ex vicepresidente del Consiglio, Silvio Buono) potrebbe essere chiamato a rivestire i panni di rappresentanza all’interno dell’assise municipale.

Un’ipotesi suggestiva, finanche remota (visto che comunque dovrebbe trattarsi quantomeno di “dimissioni personali”), ma l’assetto – in vista delle prossime elezioni regionali – va trovato in fretta.

Col vice coordinatore Mantuano, da tempo sintonizzato su una frequenza diversa (ma a quanto pare non incompatibile), è probabile che l’unico atto di forza plausibile per Forza Italia, sia quello di ricucire, col territorio ma soprattutto con quel centrodestra privo della configurazione proposta da Alfano.

Ormai distanti dall’idea di un ulteriore grado di giudizio per capire se Perrotta è o no il sindaco di Paola, diversi moderati vorrebbero assistere ad un cambio di marcia, magari anche col coinvolgimento di quel Totonno Lo Gatto che, ormai, pare anche più lontano di quell’unico banco di distanza da Ferrari nell’aula “Lo Giudice”.

Un contesto diverso dall’attuale, potrebbe riavvicinare persino chi ebbe la forza di “resistere” alla liquefazione del Pdl, fondando anzitempo il club “Forza Silvio” – presentato sotto i vessilli di Forza Italia – quel Marco Cupello che con “Terredamare” sta confermando la sussistenza concreta di una visione imprenditoriale.

Ma questa potrebbe essere annoverata come fantascienza, perché di certo c’è che se dovesse venire proposto un “Appello compatto” al dispositivo sentenziato di recente, allora è probabile che l’attuale parvenza di unità testimoniata su Facebook attraverso scatti “di gruppo”, ritorni credibile alternativa, soprattutto ad un presente dove i rappresentanti della Coalizione di Salute Pubblica viaggiano spediti in ogni direzione, trattando “in esclusiva” ogni possibile connubio in vista delle regionali

Fosse rimasto in piedi il “Modello Reggio”, forse tutto questo bailamme si sarebbe potuto evitare.

Ma così non è stato, e il centrodestra cittadino (Forza Italia in testa) pare ancora in cerca di autore.

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