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Paola – “Identità va cercando”… nel rendere complice la ristorazione paolana

di Bruno Sganga

Libertà va cercando, ch’è sì cara” è un famoso verso di Dante del I° canto del Purgatorio della Divina Commedia, con parole di Virgilio a Catone Uticense (custode dell’accesso al monte del Purgatorio) per presentargli Dante in quanto cercatore di libertà.

Parafrasando, sperando che Dante non s’adiri, è il richiamo dopo la riunione indetta qualche giorno addietro e con molte sincere speranze da alcuni importanti rappresentanti del Governo della città, a cui ero invitato e presente quale esperto del settore, presso il Centro laboratorio Sette Canali a Paola.

Un’occasione per confrontarsi con le 35 realtà invitate della varia ristorazione paolana su un progetto-evento sui “Piatti tipici del Santo” ed altre occasioni intorno al mondo del vino, oggi forti attrattori turistici.

È pur vero che tali progetti hanno bisogno di tempi e previsioni con equo anticipo e forse raccontati nella convocazione con spirito e modi adeguati per coinvolgere davvero.

Ma è altresì acclarato che tali incontri mantengono comunque un valore e soprattutto pongono le basi per occasioni successive e più meditate che andrebbero pertanto percepite adeguatamente dagli operatori del settore.

Per cui, scelte di voto a suo tempo, piuttosto che lecite simpatie politiche poco c’entrano dinanzi a possibili progetti utili a tutto il paese ed operatori vista l’incontrovertibile verità che oggi il turismo enogastronomico, insieme ad arte, cultura e mare, è però il solo che in un anno (dal 2016 al 2017) ha raddoppiato in Italia i suoi incassi con generale successo.

Ma in quel pomeriggio, dopo equa attesa, sono giunte solo 4 degnissime persone sui 35 invitati-avvisati, che non citiamo perché a nulla serve la polemica fine a se stessa, ma tant’è!

Eppure proprio a Paola ha sede da qualche anno un bell’esempio, per altro in continua crescita, di come far rete nel settore col Consorzio Terredamare ed al cui interno sussiste anche la Riviera di San Francesco.

Certo, non può sempre essere tutto rose e fiori quando si tratta di sensibilizzare e coinvolgere tante e diverse strutture di ristorazione intorno al turismo enogastronomico in particolare ed a cui si vuole dare un ruolo basilare.

Ma è necessario che interessi specifici degli operatori del comparto, visione preparata d’ampi progetti proiettati nel futuro ed utilizzo di vere professionalità siano correlati tra loro.

Soprattutto senza l’antitesi di simpatie e non, altrimenti i pur buoni propositi rischiano di lasciare spazi angusti o realizzando la solita sagra (ed in verità certi Comitati paolani ne fanno da tempo talune di buon livello) od occasioni solo “mordi e fuggi” invece di qualcosa di stabile, di pregio e ripetitivo negli anni.

Com’è pur vero che bisogna orchestrare con armonia l’intero quadro e saperlo rappresentare agli altri per poi mettere tutti insieme, pezzo per pezzo, per comporre un pregevole puzzle finale, e con l’occasione ringraziamo il bravissimo Paolo Perrotta per la concessione d’utilizzo d’una sua immagine.

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