enzo lo giudice

Paola – Anche Nicola Gratteri sarà in città per l’intitolazione di Via “Enzo Lo Giudice”

Se le condizioni meteorologiche non dovessero riservare brutte sorprese, a partire dalle ore 19.00 del prossimo 3 agosto una “nuova Via” andrà ad arricchire lo stradario paolano.

Secondo quanto predisposto dall’Amministrazione Comunale cittadina, che per l’occasione sarà presente con il sindaco Roberto Perrotta e con il presidente del consiglio Graziano Di Natale, nel centralissimo quartiere di Rione Giacontesi – laddove insiste il Tribunale cittadino – il nome dell’avvocato Enzo Lo Giudice andrà ad affiancarsi a quello presente sui cartelli che oggigiorno indicano “Via del Ferroviere”.

Dopo le formalità di rito e, soprattutto, in seguito alla benedizione che verrà impartita dal parroco del Rosario (don Bruno Di Domenico), è stato predisposto un appuntamento/dibattito che si terrà nella suggestiva cornice della Villa Comunale “Carlo Alberto Dalla Chiesa”.

A questo incontro prenderanno parte personalità rilevanti del mondo giuridico e giornalistico che, insieme agli amministratori locali, sarà condotto sul filo della tematica “Media e Giustizia: Matrimonio o Divorzio?”.

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La locandina predisposta per l’occasione

Del parterre di ospiti illustri che prenderanno la parola, faranno parte – oltre ai già citati Roberto Perrotta e Graziano Di Natale – anche i togati Marcello Manna (sindaco di Rende), Mario Pace (presidente dell’Ordine degli avvocati di Paola) e Fedele Scrivano (penalista) i quali, una volta terminato il giro dei “saluti”, passeranno la parola a Maurizio Belpietro (direttore del Quotidiano “La Verità”, noto per la partecipazione a tantissime trasmissioni televisive di rilevanza nazionale) e Gianluigi Nuzzi (conduttore della trasmissione “Quarto Grado”, punta di diamante nella programmazione di Rete4), che a loro volta lasceranno spazio a Nicola Gratteri (Procuratore della Repubblica di Catanzaro).

In caso di avversità climatiche, l’iniziativa si svolgerà all’interno del complesso Sant’Agostino (sede del Comune di Paola).

Il paolano Enzo Lo Giudice è stato un avvocato penalista di fama nazionale, difensore di ideali e cause che – partendo dagli “esordi” di una carriera improntata sulla tutela dei diritti degli “ultimi” – lo hanno portato a prendere le parti di Bettino Craxi nel celeberrimo processo sorto dall’inchiesta “Tangentopoli” (nota anche come “Mani Pulite”), che decretò la fine della “Prima Repubblica” in Italia.

«Avvocato e militante di sinistra ha tratto il senso della professione dal rapporto con la posizione del proletariato nella società capitalistica. Sempre attento alla giustizia sociale, negli anni ’50 entra nel PSI e collabora al periodico “Parola Socialista”, fondato da Pietro Mancini. Partecipa alla scissione del PSI ed è in Calabria tra i fondatori del PSIUP e del periodico “Prospettiva socialista”. Protagonista della storia del ’68 è tra i dirigenti nazionali dell’Unione dei comunisti italiani  e poi membro dell’ufficio politico del PCI. Ha collaborato alla rivista “Che fare?” ed ha diretto il quotidiano “Servire il popolo”, la “Voce operaia”, nonché le riviste “Libertà d’opinione”, “Nord – Sud”, “La voce contadina”. Ha pubblicato “Donna del Sud”, “Sud e rivoluzione”, “La questione cattolica”, “Processo penale e politica”, “Il diritto dell’ingiustizia”, “Saggi sulla delinquenza giovanile”, “Pensieri dal rifugio della storia”, “La democrazia impossibile”, “Il giudice senza qualità” “Italia, la giustizia non è più garantita”, “Processo a Craxi”, e insieme a B. Craxi, “Le urne e le toghe”. Ha scritto la postfazione al volume di Turati “Lo stato delinquente”. Oltre ad aver raggiunto i livelli più alti dell’avvocatura, è stato e rimane un esempio, purtroppo raro, di impegno costante di difensore dei diritti umani, nel nome del simbolo primo della civiltà, la libertà. Da sempre baluardo a difesa del bene comune e dell’esigenza di libertà e giustizia. Ancora oggi le aule giudiziarie e i luoghi in cui è risuonata la sua voce testimoniano alle nuove generazioni e non solo, l’importanza di un impegno che pretendeva il primato della cultura, dell’uguaglianza, della libertà. Il 24 aprile 2004, a Sulmona, gli è stato conferito il premio internazionale “I. Silone”. Un patrimonio di professionalità, umanità, saggezza,  generosità e lungimiranza che ha condiviso con chi ha avuto l’onore e la fortuna di stargli vicino nella professione e nella vita».

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