L’Azienda Sanitaria Provinciale di Cosenza, puntuale a sollevare ogni sorta di osservazione in merito a questioni di organizzazione ospedaliera, attenta ai dettagli gestionali al punto di dare l’impressione – a volte – di andare cercando finanche la famosa “lana caprina”, questa volta sembra aver preso un grosso abbaglio.

Direttamente dall’Unità Operativa “Screening Oncologici” di Cosenza, una bella missiva – con tanto di loghi ufficiali del Distretto Territoriale e della Regione Calabria – è stata inviata, a mo’ di invito, all’utenza con caratteristiche rientranti nel raggio d’interesse della branca medica in questione.

Una premura lodevole, che da misura della necessità di una sensibilizzazione verso il comportamento più efficace a tutela della salute, vale a dire la prevenzione, ma che forse dimostra anche la necessità di effettuare una mappatura puntuale della situazione vissuta sul Tirreno Cosentino, dove – in quanto a neoplasie – la media è piuttosto allarmante.

Un’iniziativa encomiabile che, a quanto pare, è da ritenersi estesa anche a chi un ospedale non avrà mai più modo di vederlo e frequentarlo. Perché stante la lettera ricevuta dai familiari di una signora deceduta da due anni, la loro congiunta avrebbe da poter godere di una “Mammografia Bilaterale” fissata per le ore 9.00 del prossimo 4 dicembre, presso il Reparto di Radiologia di Cetraro (ala “nordica” dello spoke condiviso, a sud, con Paola).

La lettera recapitata a casa della donna defunta

Quando ha parlato della precisione con cui verranno valutate le strutture paolane che dovrebbero ospitare l’intera branca dei servizi territoriali dell’Azienda, non lesinando spiegazioni in merito a carotaggi e altri tipi di verifiche tecniche, il direttore generale Raffaele Mauro ha dato l’impressione di essere uno “preciso”, “meticoloso” al punto da far sorgere il dubbio che ogni procedura verrà passata ai “raggi x”.

Come sia possibile che la “sua” Asp inviti a visita persone che da anni sono ormai defunte, è un mistero che non si spiega.

Eppure le lettere spedite avranno avuto un costo, saranno state comunque inserite in una voce di spesa “in uscita”. Averle mandate persino “all’altro mondo” avrà costituito un carico non irrilevante nel bilancio dell’Azienda.

In un momento di razionalizzazione degli sprechi, dove ogni minimo dettaglio viene valutato per decretare la vita e la morte dei servizi offerti, disperdere denaro per avvisare persino coloro che non ci sono più, pare davvero una beffa (anche perché la signora in questione, purtroppo, ha perso la vita proprio per una patologia oncologica, e la lettera non ha fatto altro che riacutizzare il dolore dei suoi parenti).

Paola – L’Asp invita “a visita” i defunti: ecco la mammografia post mortem ultima modifica: 2018-11-19T18:47:23+02:00 da Francesco Frangella
Francesco Frangella

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Giornalista. Mi occupo di Cronaca e Politica. Sono tra i fondatori del Marsili Notizie ed ho collaborato come freelance per varie testate.