Membri dell’esecutivo dilaniato dagli arresti, Paolo Cavaliere (vicesindaco) e Paolo Ercole Fuscaldo (assessore), sono stati interrogati presso la casa circondariale di contrada Deuda a Paola.

Ai “due Paoli”, arrestati insieme ad altre dodici persone nell’ambito dell’operazione Merlino, la Procura contesta una discreta quantità di condotte fraudolente, emerse in tempi diverse e in varie circostanze che li hanno visti muoversi in linea col modello messo in piedi nell’amministrazione comunale di Fuscaldo.

Assistiti dagli avvocati Marcello Manna, Brunella Marsala e Valentina Spizzirri, i due sono stati “torchiati” singolarmente per diverse ore, con una raffica di domande poste direttamente dal Gip Maria Grazia Elia e dal Procuratore Capo di Paola, Pierpaolo Bruni.

Nella stessa giornata si sono tenuti gli interrogatori di altri arrestati, tra i quali Robertino Perri, Massimiliano De Santo e, soprattutto, Michele Fernandez (patrocinato dall’avvocato Sorrentino).

Sebbene non sia trapelato alcunché dagli “incontri”, è ipotizzabile che ognuno degli ascoltati abbia proposto giustificazioni ai comportamenti riscontrati dagli inquirenti, documentati grazie alle indagini della Guardia di Finanza e cristallizzati nelle 160 pagine dell’ordinanza che ha motivato i 14 arresti.

In particolare potrebbero essere state vagliate le condotte “registrate” nel corso delle varie intercettazioni, comportamenti che oltre a lasciare impresse tracce audio di portata rilevante, si sono poi tradotti in atti amministrativi volti a realizzare un disegno che gli inquirenti hanno definito «criminoso».

Ovviamente la premura dei difensori è consistita nel chiedere il rilascio dei propri assistiti o, in seconda istanza, la disposizione di un regime detentivo meno afflittivo, qual è ad esempio la misura degli arresti domiciliari. Ciò basandosi anche sul fatto che il comune di Fuscaldo è attualmente gestito da un commissario prefettizio (il dott. Micucci di Paola), che dovrebbe garantire l’impossibilità di reiterazione del reato e l’inquinamento delle prove.

Ma le richieste degli avvocati, almeno di quelli di gran parte degli arrestati, sono state rivolte anche al Tribunale della Libertà di Catanzaro che, nella prossima settimana, dovrebbe determinarsi in merito.

Per quanto concerne invece la situazione gestita presso il Palazzo di Giustizia paolano, la giudice Maria Grazia Elia, si determinerà sulla scorta di quanto acquisito finora.

Con l’interrogatorio dei “due Paoli” e di Fernandez, il girotondo di audizioni delle dirigenze amministrative del Comune di Fuscaldo – iniziato con col sindaco Gianfranco Ramundo – dovrebbe essersi concluso, ma proprio dall’incontro coi PM del primo cittadino agli arresti, sarebbero emerse indiscrezioni di una certa entità.

Sembra infatti che Ramundo abbia “scaricato” gran parte delle responsabilità contestategli, sull’Ufficio Tecnico che, a suo parere, avrebbe dovuto predisporre il bando per l’affidamento della gestione del depuratore, e non lo avrebbe fatto. Occorrenza quest’ultima, cui va aggiunto però il rilievo mosso dagli inquirenti relativamente al fatto che tale affidamento sia stato, senza soluzione di continuità, prorogato mediante ordinanze dal 2012 in poi.

I prossimi giorni daranno misura della consistenza dell’inchiesta messa in piedi dai magistrati Antonio Lepre, Teresa Valeria Grieco e Pierpalo Bruni, un pool che difficilmente ha visto ridimensionate le proprie iniziative.

(… continua…)

Paola – Modello Fuscaldo sotto torchio: interrogati i “2 Paoli” amministratori ultima modifica: 2018-11-10T09:38:05+01:00 da Francesco Frangella
Francesco Frangella

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Giornalista. Mi occupo di Cronaca e Politica. Sono tra i fondatori del Marsili Notizie ed ho collaborato come freelance per varie testate.