Dalle parti della compagine consiliare più agguerrita nel “confronto-scontro” con l’attuale maggioranza di governo cittadino, giungono strali che vanno a colpire alcuni esponenti della politica rappresentativa paolana, ridimensionati al ruolo di meri “promoters” di istanze che allo stato attuale non sembrano essersi concretizzate in azioni tangibili a tutela del territorio.

Sulle spinose e sospese questioni che riguardano il “sistema trasporto” che serve la città, i componenti di “Progetto Democratico” non le mandano a dire e, con una nota diffusa a mezzo stampa, attaccano frontalmente i timonieri del Sant’Agostino, i vertici di Trenitalia e quelli dell’Anas.

Ovviamente le tematiche vertono sul ridimensionamento ormai prossimo per la stazione ferroviaria, prossimamente “privata” dell’officina e del carro soccorso (fondamentale mezzo utilizzato in occasione del famigerato svio di un convoglio nella galleria “Santomarco” poco più di un anno fa) e, ovviamente, lo stato di perpetua emergenza che di anno in anno si verifica lungo la dorsale costiera della SS107, via di collegamento diretto tra Paola e l’entroterra cosentino che, come un anno fa, si presenta condizionata da movimenti franosi addirittura nei medesimi punti dove s’era intervenuto in precedenza.

«Sulla vicenda dei trasporti – esordiscono i “falbiani” – purtroppo, siamo all’anno zero e con l’aggravante che tutti si prendono gioco di “noi”, ossia di chi rappresenta a livello politico e istituzionale la città di Paola».

Una dura presa di posizione cui fa seguito un laconico commento denso di biasimo per la politica locale.

«Assistiamo ormai da un anno – proseguono da “Progetto Democratico” – continuamente, a selfie e video-appelli in stile Vanna Marchi e Stefania Nobile ad opera di taluni politici locali ma non vediamo nulla di concreto, né si intravede all’orizzonte alcun seguito rispetto alle sfuriate a mezzo video e web. Ricordiamo a noi stessi, d’altronde, che già a gennaio 2018, ossia oltre un anno fa, si era tuenuto un consiglio comunale aperto sulla vicenda del nodo ferroviario di Paola e, in quel contesto, il dirigente regionale di Rfi, che incassò preventivamente tanti ossequi e mielose parole dal presidente Di Natale e da alcuni sindacalisti di settore, promise un secondo ascensore per la stazione Fs di Paola nonché l’abbassamento del livello del marciapiede al binario numero 5 perché troppo alto rispetto alla pedana dei treni. Nulla di tutto questo abbiamo visto a distanza di un anno. Condividiamo in parte, infatti, la tesi di chi sostiene che se proprio Trenitalia deve smantellare officina e carro soccorso, almeno potrebbe dare qualcosa di uguale consistenza alla città di Paola (ciò, peraltro, non è avvenuto). Ma questa deve essere un’analisi estrema, visto che noi siamo dell’avviso che i servizi ferroviari cittadini non devono essere toccati. Costi quel che costi».

Quindi il passaggio dalla strada ferrata a quella per trasporti su gomma, dove nel mirino c’è la società che se ne occupa. «Anas deve smetterla di prendere in giro automobilisti e cittadini – è il monito della minoranza – perché non è possibile che ogni inverno cadano giù massi che invadono la carreggiata. Ancora più grave è se tale fenomeno riguarda lo stesso costone roccioso. Questa approssimazione, che porta ad intervenite con continue emergenze, non è più accettabile. Urge un piano organico di messa in sicurezza dell’intera statale ed anche in questo caso, la politica e le istituzioni locali devono smetterla con i selfie ed i video messaggi. Ora basta. Fate le persone serie. Governate voi e dovete essere voi a farvi sentire nelle sedi istituzionali competenti. Se non ne siete capaci, allora determinatevi come meglio credete, ma la constatazione da fare è che urge una svolta».

Paola – «Ora basta». Falbiani all’attacco dei politici alla “Wanna Marchi” ultima modifica: 2019-01-24T10:00:41+01:00 da Francesco Frangella
Francesco Frangella

About 

Giornalista. Mi occupo di Cronaca e Politica. Sono tra i fondatori del Marsili Notizie ed ho collaborato come freelance per varie testate.