pillamaro

Paola – Bufale sul web: in città è comparso un consorzio d’allevatori?

Quando l’informazione finisce in mano ad una banda di improvvisati, la confusione inizia a regnare sovrana e le notizie veicolate sono spesso fuorvianti, prive delle qualità necessarie per consentire la trasmissione di conoscenza e, sovente, finanche zeppe di falsità e imprecisioni.

Da quando a legioni di “imbecilli” (giusto per mantenere in vita il pensiero di Umberto Eco) è stata data la possibilità di battere le dita su una tastiera proiettata verso il pubblico dei social network, si sta assistendo al ritorno di fenomeni assurdi che la Storia umana aveva evacuato sul finire del Medio Evo (basti pensare al “terrapiattismo” o alla proposta di inserire “corsi di esorcismo e preghiera liberale” per gli insegnanti delle scuole).

I livelli sono molteplici e le strategie sono studiate per ogni tipo di target, in modo da coprire l’intero spettro dell’utenza che si riferisce al web per conoscere fatti di politica e attualità.

Scendendo nel dettaglio locale, bisogna dire che a Paola è addirittura in voga la “modalità consorzio”, con allevatori di bufale uniti nella causa volta a delegittimare la verità a favore di opinioni di comodo, funzionali a direzionare il senso comune verso sentimenti di acrimonia che non giovano alla civile convivenza.

Inutile dare un volto agli autori di tali peripezie che, per quanto malsane, sono il fulcro di un’attualità piatta, distesa come un manto che alle volte diventa familiare come la celebre “coperta di Linus” e, altre, spugnosa e fradicia per non dire “Lercia”.

I danni arrecati all’informazione locale sono diversi e, per comodità di spazio, sono di seguito riassunti in un elenco comprendente i più eclatanti.

  1. Tempo fa, circolò in rete la notizia secondo cui un padre di famiglia era venuto a mancare in seguito ad un’aggressione: notizia assolutamente falsa perché la persona in questione è “stata fatta morire” solo dalla fantasia di chi ha scritto lo sgangherato articolo (clicca), con conseguenze però nefaste per i parenti dell’uomo che – da lontano – letta l’insana informazione, hanno accusato malori che sono costati l’intervento dei medici. Povera Italia.
  2. Di recente invece sono usciti “strani” conti relativi alla giunta comunale, dati “informativi” che attribuiscono al vicesindaco Antonio Cassano un compenso mensile che non risponde al vero, in quanto – se chi s’è impegnato a diffondere tale inesattezza avesse letto la  determinazione settoriale n.5 del 4.08.2017 – avrebbe dovuto sapere che l’indennità assessorile a lui attribuita corrisponde a 838,73 euro (lordi), vale a dire la metà esatta di quanto erroneamente diffuso per “informare la cittadinanza”. Ma tant’è.
  3. Un’altra questione, propinata da chi ha già affrontato “lo sgamo” di un’invenzione relativa ad una sentenza mai pronunciata nei termini all’epoca proposti a “mezzo stampa” (clicca qui per la bufala e poi clicca qui per la notizia vera), riguarda una versione dei fatti estremamente fuorviante su finanziamenti recentemente ottenuti dal Comune di Paola. La vicenda, presentata ingarbugliata a dovere, non è assolutamente quella posta nei termini dello scritto apparso sui social network, perché a perdere i finanziamenti per una scuola cittadina è stata l’amministrazione precedente all’attuale, per motivazioni che sono incastonate in un carteggio “protocollato” risalente alle giornate del 26 e 27 ottobre 2017, quando l’ex dirigente dell’UTC – ingegner Fabio Pavone – assunto a tempo indeterminato presso il comune di Paola dal dottor Mauro Perfetti, fu chiamato a fornire chiarimenti sul “finanziamento di cui alla delibera CIPE del 20.01.2012, inserito nel programma approvato dal CIPE con delibera n°32 del 13/05/2010”. Vale a dire un atto risalente alla “seconda” amministrazione Perrotta che i soldi necessari ai lavori li aveva ottenuti. Se la scuola tanto cara agli abitanti del centro storico non ha potuto usufruire di finanziamenti funzionali alla ristrutturazione, la responsabilità va ricercata nell’operato dell’UTC dell’epoca (scaricata proprio da Pavone sui dipendenti operanti nel 2014), sia per la loro inerzia che per il mancato interesse dell’amministrazione di centrodestra uscita sconfitta alle elezioni 2017, che ha preferito le proprie ragioni politiche agli interessi della collettività cittadina e della comunità scolastica. Se le cose fossero andate nel verso giusto, a quest’ora sarebbero stati ultimati i lavori sulla scuola e l’edificio si presenterebbe in condizioni ottimali. Se proprio bisogna fare le pulci a finanziamenti non pervenuti di recente, bisogna dire che le somme non finanziate (per una questione di capienza economica ma comunque ammessi “con riserva”) dalla Regione fanno capo – se l’autore del pezzo in questione si fosse recato, come deontologia vuole, a prendere visione dei documenti o a rivolgersi agli uffici competenti  – ad interventi sul Sant’Agostino, che nell’ottica di un finanziamento globale da 20 milioni di euro, sono stati preferiti per l’ex Palazzo di Città (già Collegio dei Gesuiti) di Corso Garibaldi. Inoltre, sempre su questo medesimo argomento, bisogna aggiungere che i soldi già un tempo recepiti per il rifacimento dell’ex Comune, sono stati “stornati” per mettere in opera il Centro Laboratoriale “A. Eboli” e il palco con platea semovente “M. Ganeri” di Largo 7 Canali, che la precedente amministrazione di centrodestra ha fatto progettare a tecnici a lei vicini che – però – non sono stati in grado di costruire un accesso per i disabili. In dialetto si direbbe «cchi sciuoddru».

Fatti questi esempi, ai lettori “locali ” non resta che scegliere, confidando nel costante gradimento che testimoniano per questa Testata (finora mai incappata in siffatti strafalcioni).

Buona continuazione

About Francesco Frangella

Giornalista. Mi occupo di Cronaca e Politica. Sono tra i fondatori del Marsili Notizie ed ho collaborato come freelance per varie testate.

Check Also

Pellet contraffatto a Paterno Calabro: la GdF ne sequestra 300 tonnellate

I Finanzieri del Gruppo Cosenza hanno sottoposto a sequestro oltre 300 tonnellate di pellet contraffatto, …

Rispondi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: