Margherita Corrado, portavoce del M5S al Senato e membro della commissione “Cultura”, al termine della visita effettuata domenica scorsa a Paola sui siti di Badia e Sotterra, è intervenuta sui problemi sorti in seguito all’ultima Legge Finanziaria di colore gialloverde.

«La pretesa dell’Agenzia del Demanio di Cosenza di alienare Badia per fare cassa – ha dichiarato la portavoce a mezzo stampa – è illegittima. È finita l’epoca in cui le leggi dello Stato valevano per tutti tranne che per gli uffici statali. Gli atti consultati non lasciano dubbi circa l’inalienabilità del complesso di Badia. L’art. 54 del codice dei Beni Culturali esclude, infatti, che lo Stato possa vendere, tra gli altri, “gli immobili e le aree di interesse archeologico” e “gli immobili dichiarati di interesse particolarmente importante. Entrambe le condizioni sussistono, nel caso di specie: l’interesse archeologico dell’area è stato dimostrato dagli scavi eseguiti nel 1997 dal professor Battista Sangineto contestualmente ai restauri condotti e finanziati con soldi pubblici dall’allora Soprintendenza BAAAS, mentre la dichiarazione di interesse culturale rilevante è sancita dal Dm 141 del 25 luglio 2013. L’agire dell’Agenzia del Demanio (che pare non abbia tenuto conto del vincolo indiretto, apposto dal MiBACT, alle aree limitrofe al complesso monastico per preservare il paesaggio da qualsiasi alterazione, ndr) che ora richiede indietro Badia al Comune, mi preoccupa oltremodo. Né vale a rassicurare me, i paolani e i calabresi in genere, la voce messa in giro ad arte che, non potendo il Comune, date le condizioni finanziarie, acquistare Badia, l’incanto andrebbe inizialmente deserto per risolversi, calato sensibilmente il prezzo a base d’asta, con l’aggiudicazione alla Regione o ad altro soggetto pubblico che poi ‘spontaneamente’ lo renderebbe al Comune. Il rischio che un privato con mire speculative possa insinuarsi in quel meccanismo e aggiudicarsi Badia, sottraendola alla fruizione della collettività, non può essere ignorato né sottovalutato».

Quindi la strigliata all’Agenzia del Demanio che, a detta della Corrado, «potrebbe trasferirlo al Comune con una semplice concessione. Farebbe certo miglior figura che tentando di alienarlo contra legem per mera avidità”».

Quindi la piccata considerazione, forse ispirata dalle associazioni che l’hanno invitata, rivolta all’amministrazione comunale, «l’atteggiamento dell’Ente locale – ha concluso la senatrice Corrado – è ugualmente censurabile. Il Sindaco Perrotta, infatti, pressato dal Demanio, avrebbe intimato lo sgombero dei locali di Badia da cose e persone all’Auser Circolo di Paola, che da un decennio gestisce la Torre e i locali del versante ovest del complesso».

Paola – «Salviamo Badia». La senatrice M5S da man forte all’iniziativa ultima modifica: 2019-02-26T08:26:39+02:00 da Redazione
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