Prosegue il confronto a distanza sull’asse Paola-Cetraro, linea litoranea di una sanità espressa mediante lo spoke condiviso da entrambe le località attraverso i nosocomi “San Francesco di Paola” e “Iannelli”.

Dopo le “schermaglie” registrate nei giorni scorsi, che hanno visto coinvolti il segretario PD della Città del Santo, Pierluigi De Luca, il consigliere regionale Giuseppe Aieta, quello provinciale, Graziano Di Natale, è giunto il momento del primo cittadino cetrarese, Angelo Aita, che con una presa di posizione diffusa a mezzo “Facebook”, ha riportato i conti “ufficiali” sulla natalità nell’ospedale cittadino, smentendo il Corriere della Sera e, di fatto, anche il massimo esponente dell’assise paolana.

«Solo per chiarire numeri errati – ha scritto il sindaco di Cetraro – e manifestare riconoscenza agli operatori sanitari, che con grande abnegazione, cercano di continuare a dare risposte in una sanità calabrese e del Tirreno, in particolare, ormai in agonia. Aver ascoltato la diretta Facebook del consigliere provinciale Graziano di Natale, che ha tutto il diritto di esprime il suo punto di vista, porta a delle considerazioni. I numeri ufficiali di nati presso il presidio ospedaliero di Cetraro, nel 2017 sono 468 e non 320 come apparso sul corriere della sera. Certo inferiore a 500, limite fissato dal d.lgs. 70, ma non da destare l’ allarmante preoccupazione di Di Natale. Forse gli sfugge che i livelli di natalità, anche qui al sud , sono talmente bassi da diventare un serio problema sociale. Se la preoccupazione riguarda il rispetto del decreto su citato, decreto che fissa gli standard nazionali delle strutture ospedaliere, sia sul piano strutturale che gestionale, credo che l’ 80% delle strutture ospedaliere italiane dovrebbero chiudere. Ma quello che più mi amareggia – ha proseguito il primo cittadino – in questa diretta, è tentare di far passare il messaggio che la soluzione sta nell’individuare un nuovo punto nascita, chiaramente altrove dislocato, che dia sicurezza nel parto. In maniera sibillina è come dire che il non rispetto dei numeri delle nascite fissate dal decreto, nel presidio di Cetraro, dipendi da una mancanza di sicurezza nel partorire. A questo proposito non si capisce se si attribuisca questa situazione a un problema di natura professionale o di deficit della struttura. In entrambi i casi, credo sia un madornale errore commesso, che certamente chi di dovere saprà chiarire. Per opportuna conoscenza nel 2018 i parti sono stati 438, così come sotto certificato. I numeri raggiunti sono il frutto di un alto senso del dovere e di spiccata professionalità degli operatori sanitari, che hanno operato, in questi anni, con personale ridotto al lumicino e senza primario di ruolo. Voglio ricordare, inoltre, che è tempo sprecato chiedere un incontro al direttore sanitario dello spoke Cetraro-Paola, perché da ben 8 mesi non esiste, non è stato nominato. Chiedere di chiudere un punto nascita, disorienta. Chiedere di rispettare il decreto, e non sapere che, significa mettere la parola fine ad un punto nascita nello spoke di Cetraro-Paola, sconcerta. Chiedere, invece, di stare tutti insieme e lottare per il diritto alla salute di tutto il territorio è cosa giusta. IO CI SONO – conclude Angelo Aita – E VOI?».

A stretto giro di posta, la risposta a quest’ultimo quesito è giunta direttamente dalla maggioranza consiliare paolana che, al netto del risultato ottenuto nell’ultima assise, si è riunita per discutere (anche) sulla questione sanitaria, producendosi in una nota che, di seguito, è riportata integralmente.

«Sosteniamo con forza l’iniziativa di Graziano Di Natale e facciamo nostra la sua presa di posizione. Bisogna salvare il punto nascita dello spoke Paola-Cetraro (situato ad oggi nel nosocomio cetrarese), che purtroppo rischia di scomparire poiché non raggiunge il limite minimo fissato dal Ministero della Salute. Non è questione di campanile e mai lo sarà, ma va tutelato un servizio che ad oggi, se non si interviene con una rimodulazione, certamente chiuderà i battenti. A fallire non sarà solo Cetraro ma tutto il tirreno cosentino, visto che parliamo del punto nascita che ha competenza su tutto il lembo di territorio costiero. Non possiamo permetterci di rinunciare al diritto di nascere nella nostra terra, ecco perché chiediamo che si prendano subito i provvedimenti necessari. Quali? Ce ne sono diversi, ma spetterà ai vertici della sanità stabilire i migliori possibili. Noi vigileremo attenti e con assoluta intransigenza, pronti eventualmente a fornire delle soluzioni logistiche che scongiurino il ridimensionamento. Sottolineiamo sin da ora che la posta in palio è troppo alta per scambiarla con la polemica politica. Quella non appartiene a chi ama il proprio territorio e lotta tutti i giorni per tutelare il diritto alla salute. I tempi sono maturi per una presa di coscienza netta, che salvaguardi i diritti fondamentali bandendo le sterili lotte di campanile. Non c’è altro tempo da perdere».

Paola: La sfida sanitaria con Cetraro “disorienta”, “sconcerta” ma coinvolge ultima modifica: 2019-04-20T10:46:15+02:00 da Francesco Frangella
Francesco Frangella

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Giornalista. Mi occupo di Cronaca e Politica. Sono tra i fondatori del Marsili Notizie ed ho collaborato come freelance per varie testate.