Stante l’ultima disposizione del giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Paola, Maria Grazia Elia, l’ingegnere Michele Fernandez (noto anche come il “Merlino” da cui ha preso avvio l’inchiesta che ha interessato il comune di Fuscaldo) potrà festeggiare la Pasqua da uomo libero.

Come si ricorderà, Michele Fernandez è stato associato al regime degli arresti domiciliari dopo che il lavoro di Fiamme Gialle e Procura ha portato alla luce l’esistenza di un “modello” a Fuscaldo, un puzzle composto da 7,5milioni di pezzi (in euro), dei quali si potrà dare contezza solo all’esito del prossimo dibattimento che vedrà sfilare in aula gran parte della giunta comunale e tanti tra tecnici e imprenditori coinvolti nell’inchiesta.

Essendo venute a cadere le esigenze per la misura cautelare sinora applicata, il tecnico si è visto revocare il provvedimento che era in vigore dalla fine dello scorso anno, e quindi avrà la possibilità – quantomeno – di godersi una Pasquetta “fuori porta”, non più recluso fra le mura domestiche.

L’istanza per procedere in questo senso è stata presentata dal legale dell’uomo, l’avvocato Antonio Sorrentino, al quale il giudice ha risposto col provvedimento in cui si legge: «… ritenuto, con riferimento al rischio di condotte recidivanti, di poter positivamente apprezzare il sensibile periodo di privazione della libertà personale mediante l’applicazione della misura della custodia in carcere prima e di quella degli arresti domiciliari poi, limitazione che ha verosimilmente esplicato efficacia deterrente in ordine alla commissione di nuovi reati, anche avuto riguardo allo stato di incensuratezza dell’indagato, di talché le esigenze cautelari possono ritenersi all’attualità non più persistenti».

Nel frattempo prosegue incessante il lavoro della Procura della Repubblica diretta dal magistrato Pierpaolo Bruni che, nell’ultimo periodo, sta acquisendo nuovi atti inerenti Municipi e Ditte della costa tirrenica cosentina.

L’azione investigativa della Guardia di Finanza pare essersi concentrata su quelle ditte che hanno operato in un regime “agevolato” dallo schema tipico del “do ut des”, consistente in un sistema di favoritismi ottenuti con assunzioni mirate ed interventi ad orologeria a seconda delle esigenze del politico o dell’amministratore pubblico di turno.

Numerosi sono i casi documentati di bandi opachi, assunzioni effettuate contro la stessa logica dei bandi predisposti e magari “spinte” al limite dell’assurdo, per favorire amichetti o magari ex candidati.

Malgrado l’impegno dei giornalisti d’inchiesta, nonostante l’opera di opposizioni “coraggiose”, fino ad oggi nulla era stato smosso, causando un notevole stato di abbattimento nella popolazione e tanta sfiducia negli imprenditori e nei soggetti giuridici, costantemente superati da quella “élite” che godeva di buoni rapporti nelle pubbliche amministrazioni.

Un trend che la Procura della Repubblica di Paola ha deciso di interrompere, restituendo fiato alla “martoriata” costa tirrenica cosentina, dove oggigiorno sembra regnare la prudenza, con tecnici comunali e pubblici amministratori “costretti” a rispettare regole e leggi, e con qualche sindaco che – stanti le indiscrezioni – starebbe preferendo dormire in un garage messo a disposizione da amici pur di evitare la possibile visita notturna degli inquirenti a casa.

Paola – Procura al lavoro mentre qualche sindaco dormirebbe in garage ultima modifica: 2019-04-20T10:01:57+02:00 da Francesco Frangella
Francesco Frangella

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Giornalista. Mi occupo di Cronaca e Politica. Sono tra i fondatori del Marsili Notizie ed ho collaborato come freelance per varie testate.