sabato , 29 Febbraio 2020
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Paola – Via Nazionale: Sacchi sul marciapiede. Lo slalom di un passeggino

Il marciapiede di Via Nazionale, strada che da il “benvenuto a Paola” a chiunque scendesse dalla ss18, sicuramente non brilla per dimensioni.

Con una superficie camminabile molto ridotta, costituita da una linguetta lastricata su cui due persone a stento possono incrociarsi senza cedere il passo, il marciapiede in questione rappresenta spesso una croce per i pedoni.

Capita sovente di incontrare ostacoli, nella maggior parte dei casi costituiti da macchine parcheggiate in modo tale che, senza un aggiramento completo del veicolo, il percorso a piedi diventerebbe impossibile, con annessi e connessi rischi di camminare rasente alla carrozzeria del mezzo in sosta mentre sulla carreggiata sfrecciano altre automobili in discesa.

Un vero calvario, che s’aggrava nel momento in cui il marciapiede dovrebbe servire al transito di passeggini, carrozzine o sedie a rotelle, coi conduttori e i passeggeri costretti a continui saliscendi dal piano rialzato (per un “ripasso” in merito, clicca qui).

Una situazione che ogni giorno s’aggrava e porta qualche novità, come ad esempio la posa di grandi sacchi neri contenenti pattume, sparsi in maniera rapsodica lungo alcuni settori del marciapiede.

Insieme al fastidio di dovere sempre adattarsi all’intralcio, in questa circostanza sussiste anche il rischio di dover accarezzare un rifiuto, composto da chissà quale tipo di pattume, esponendo se stessi e chiunque sia accompagnato su ruote o rotelle, ad avere quasi un contatto diretto con gli scarti lasciati per strada.

Un’eventualità che, al netto dei risultati ottenuti a Paola sul fronte della raccolta differenziata, stona.

Così come non suonano bene altri tipi di campanelli già fatti vibrare dalla minoranza consiliare, laddove il capogruppo Pino Falbo ha lamentato ritardi nelle mensilità corrisposte al personale di cooperative sociali addette alla nettezza urbana (clicca), che allo stato attuale dovrebbero aggirarsi intorno a 3 stipendi (l’ultimo pagamento sarebbe stato effettuato a saldo dell’opera prestata a dicembre).

Con gli addetti al servizio comunque “operativi”, e i cittadini animati dalle migliori intenzioni civiche, il dettaglio di quei sacchi lasciati “in attesa” (poco prima di una pericolosa curva in discesa), rappresenta uno smacco che sarebbe preferibile evitare. Oggi (8/4/2019), per il bimbo in passeggino ritratto nella foto, l’esperienza di una gimcana attorno al pattume non è stata “nuova”. La speranza è che non debba ripeterla, ancora, in futuro.

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