Un’intervista e qualche minuto di filmato, non basteranno sicuramente a rendere l’idea dell’intensità sprigionata nel corso dell’incontro con cui, l’Associazione Nazionale Mutilati e Invalidi di Guerra (con la collaborazione dell’A.N.P.I.,delle associazioni “Artemisia Gentileschi” e “Paolab“, nonché col patrocinio del Comune di Paola), ha inteso celebrare – anticipandola al pomeriggio del 24 Aprile – la Festa della Liberazione.

Perché, per capire appieno il senso della scelta operata in merito al tema da trattare, sarebbe opportuno leggere con attenzione il libro presentato nella circostanza, il testo “Nera di Calabria” che è frutto delle ricerche del giovane storico paolano Lucio Domanico.

Lo studioso, ahinoi emigrato in luoghi dove il suo talento ha potuto sbocciare, ha portato all’attenzione dei tanti convenuti una chiave di lettura molto innovativa rispetto al fenomeno fascista, un’interpretazione suffragata da dati oggettivi che – grazie al metodo scientifico adoperato per metterli insieme – hanno disvelato un panorama sinora sottaciuto, fatto di elementi che collocano il germe del regime proprio in Calabria, nello spaccato della costa tirrenica cosentina che lega i comuni di Belmonte Calabro e Paola.

Furono infatti Michele Bianchi e Carlo Scorza, due degli esponenti che – insieme ad altre figure carismatiche imprescindibili da Benito Mussolini – diedero lo slancio iniziale e l’estrema unzione al ventennio che costò all’Italia una dolorosa sconfitta nella Seconda Guerra Mondiale.

Un fenomeno che continua ad avere ripercussioni nel presente, con molti revisionisti storici tendenti a minimizzare la portata di una filosofia arrivata a ghermire, oltre alla vita e alla libertà di tante persone, anche gli effetti più cari, come ad esempio le fedi nuziali richieste alla popolazione perché s’era arrivati allo spasmodico bisogno di fare avere “Oro alla Patria”, per finanziare un conflitto che non si sarebbe dovuto proprio avallare.

Un’ideologia che ha privato gli italiani della “fede”, che oggigiorno si ripropone in forme diverse ma con gli stessi obiettivi, magari raggiungibili non più con le stesse dinamiche (e questo Domanico lo spiega nel corso dell’intervista che segue), ma sempre pronto a prevaricare in nome di una superiorità che è soltanto sopraffazione della debolezza altrui.

Per questa ragione, l’incontro che ha visto al tavolo relatori disponibili al confronto – tra i quali Emanuele e Orlando Carnevale dell’associazione Paolab, Rosangela Cassano per conto di Artemisia Gentileschi, Massimo Converso dell’A.N.P.I., Maria Grazia Russo a fare gli onori di casa per conto dell’A.N.M.I.G., nonché Lucio Domanico, autore del libro edito da Luigi Pellegrini – è divenuto occasione per fare il punto sullo stato dell’arte relativo alla percezione odierna del fascismo, un modo di intendere la politica e le istituzioni che necessita di un contraltare ancora degno del nome “Resistenza“.

Di seguito il piccolo reportage realizzato per l’occasione.

Buona Visione

Paola – Video: La parabola fascista in “Nera di Calabria” di Lucio Domanico ultima modifica: 2019-04-28T16:24:13+02:00 da Francesco Frangella
Francesco Frangella

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Giornalista. Mi occupo di Cronaca e Politica. Sono tra i fondatori del Marsili Notizie ed ho collaborato come freelance per varie testate.