Come un’onda che si propaga da una sorgente verso tutto ciò che sta intorno, l’ultima inchiesta condotta da Nicola Gratteri – procuratore della Repubblica di Catanzaro – ha generato un effetto “simpatico” per il quale, a diverse latitudini della Calabria, molti amministratori e politici locali hanno iniziato a non dormire sonni tranquilli.

D’altronde, c’è la certezza che il magistrato stia agendo per dar seguito a quanto detto nello scorso mese di febbraio, quando – intervenendo alla cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario del Tar – ha ammonito gli amministratori degli enti locali con l’inequivocabile espressione: «la ricreazione è finita».

Il monito, suonato come l’annuncio di un nuovo inverno, avrà sicuramente intimorito molte “cicale”, consapevoli che è giunto il momento di fare i conti coi rigori di una brutta stagione, fatta di inchieste che si aprono e che, in alcuni casi, dovrebbero concludersi.

A tal proposito è molto atteso il momento in cui a Paola, la cui Procura è retta da Pierpaolo Bruni (insediatosi nel 2017 nel corso di una cerimonia cui era presente proprio Nicola Gratteri), si tireranno le somme riguardo indagini che misero sottosopra un Comune ancora impregnato dell’appena trascorsa campagna elettorale, culminata in un testa a testa sfinito solo dal risultato del ballottaggio.

Sono passati quasi due anni dal giorno in cui, le Autorità, requisirono tutta la documentazione prodotta nel corso del quinquennio passato alla storia come quello della “doppia dichiarazione di dissesto”, del “bando vestitino”, del “waterfront da pagare coi proventi di un’alienazione mai avvenuta”, della “pista ciclopedonale inaugurata per metà”, del “centro laboratoriale con vicino un palco dalla platea scorrevole che, però, non può essere frequentato dalle persone affette da problemi di deambulazione”, delle “assunzioni a ridosso delle urne”, e tante altre cose davvero singolari.

Quasi 24 mesi dal giorno in cui gli investigatori hanno preso in consegna il contratto per la nettezza urbana e quello per la gestione del servizio idrico integrato (interrotto per un’interdittiva antimafia che, qualche tempo prima, s’era abbattuta anche sui somministratori del catering che arrivava nelle scuole). Sono trascorsi poco meno di 700 giorni da quell’operazione e, considerando le proroghe richieste nel tempo, dovrebbero essersi esaurite le fasi preliminari della raccolta e della messa “a sistema” dei dati.

Ovviamente il focus non può riguardare soltanto le prassi nella Città del Santo, basti pensare a quanto accaduto a Fuscaldo, ancora scossa dai sobbalzi dell’operazione “Merlino” che, in molti altri comuni, ha instillato il “brivido” nella sola vista delle Fiamme Gialle. Si pensi a Maierà, Guardia Piemontese ed Amantea, tutti centri che – collegati come fossero punti – rappresentano i capisaldi di un intreccio al cui interno si muovono centinaia di migliaia di destini. Persone che hanno diritto a vivere un’attualità diversa, lontana dal “falso”, dal “peculato”, dalle “associazioni per delinquere con lo scopo di commettere una serie indeterminata di delitti contro la pubblica amministrazione”. Cittadini che meritano un presente non condizionato dai delitti di “turbata libertà degli incanti”, di “corruzione propria aggravata”, di “traffico di influenze illecite”, di “abuso in atti di ufficio”, di “frode nelle pubbliche forniture”, eccetera eccetera eccetera.

Ovviamente sarebbe opportuno che, prima dell’intervento della magistratura, si muovesse la coscienza che porta ogni avente diritto a recarsi alle urne. Perché la presunzione d’innocenza va garantita a tutti, ma il voto va meritato.

L’attesa, comunque, aumenta il desiderio.

Da Catanzaro Gratteri “batte un colpo”. Bruni da Paola lo amplificherà? ultima modifica: 2019-05-13T21:49:45+02:00 da Giampiero Delpresepe
Giampiero Delpresepe

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Autore "collettivo", nominato caporedattore della Testata on-line Marsili Notizie, mi occupo dello scibile in generale, con particolare attenzione alla Politica.