Nota diramata dal Comune di Paola

Riguardo alcune imprecisioni, recentemente diffuse a mezzo stampa sotto forma di recriminazioni sortite nel corso dell’ultima assise consiliare di Cetraro, si rende doveroso un chiarimento.

In riferimento al “denunciato” «trasferimento delle urgenze chirurgiche presso il presidio ospedaliero di Paola, deciso con un provvedimento illegittimo firmato da un dirigente medico non in possesso di titoli per farlo», occorre precisare che si tratta di un atto compiuto dal direttore del dipartimento chirurgico dello stesso spoke, rispondente al nome di Massimo Candela, professionista del quale – malgrado continui e scomposti tentativi – nessuno può mettere in dubbio la competenza e le mansioni.

L’ennesimo attacco rivolto ad uno stimato camice bianco, questa volta non nominato personalmente, è segno di un’incomprensibile avversione nei confronti del Decreto commissariale che assegna a Paola la U.O.C. di Chirurgia Generale, dispositivo che – malgrado le rimostranze del sindaco di Cetraro e delle organizzazioni sindacali – anche il commissario straordinario, dott.ssa Caterina De Filippo, non ha ritenuto di dover revocare.

Grazie all’opera del dottor Massimo Candela, l’organizzazione sanitaria di questa fascia di Tirreno Cosentino è notevolmente migliorata, perché improntata al rispetto di direttive emanate per agevolare esclusivamente l’utenza, non di certo per rendere più attraente una località rispetto all’altra.

Continuare ad osteggiare l’attuazione delle pratiche fondamentali per garantire il rispetto dei livelli minimi di assistenza, messe in campo per garantire anche un miglioramento delle condizioni di lavoro, sembra confermare un’attitudine campanilistica in distonia coi proclami di unità d’intenti, ad ogni spron battuto ripetuti da chi sembra riconoscere la legge solo quando va incontro alle proprie recriminazioni, e mai quando, invece, attribuisce competenze e servizi agli altri.

L’unico argomento valido che non dovrebbe costituire materia di discussione e di confronto, è quello relativo all’attuazione del Decreto 64, che configura Paola come “Polo Chirurgico” e Cetraro come “Polo Medico”. Un dispositivo che invece, altrove, quando non apertamente osteggiato, viene ignorato, sminuito e trattato come fosse una tematica aleatoria, senza tener presente che si tratta di una norma che, nella sua essenza di “legge”, non dovrebbe neanche essere discussa perché “uguale per tutti”.

Fermo restando che, ad oggi, Paola s’è attivata – di concerto a tutti gli organi sovracomunali – affinché potessero essere iniziati e completati i lavori, sia all’interno che all’esterno dell’ospedale, nel verso di una migliore vivibilità tanto per l’utenza quanto per gli operatori.

L’ospedale di Paola sia trattato da “Polo Chirurgico”. Stop polemiche sterili ultima modifica: 2019-05-21T10:03:16+02:00 da Redazione
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