In principio è stata la dottoressa Angela Riccetti, direttore dell’Unità operativa complessa del Distretto sanitario “Tirreno”, che con una dura presa di posizione ha – di fatto – ammonito il sindaco di Paola, Roberto Perrotta, ad adempiere all’impegno di dare esecuzione immediata alla convenzione, vincolante, stipulata dal Comune con la Provincia di Cosenza in merito all’utilizzo del Poliambulatorio di Rione “Colonne”.

La direttrice distrettuale, tra l’altro, scrive: «In riferimento alle comunicazioni intercorse precedentemente e alla luce della convenzione vincolante stipulata dal Comune di Paola con la Provincia di Cosenza, si chiede di dare seguito, con estrema urgenza, a quanto sottoscritto al fine di avviare nella struttura, ex Istituto Pisani, le attività ambulatoriali del Distretto sanitario Tirreno che ad oggi versano in condizione di estremo disagio».

Una presa di posizione perentoria, che stona assai con i proclami annunciati, sei mesi orsono, proprio all’interno del Sant’Agostino, nella cui sala consiliare – clicca qui per saperne di più – si svolse una entusiastica conferenza stampa nella quale vennero annunciate tempistiche risolutive molto celeri.

Ora, considerando il tempo trascorso da quell’appuntamento – che vide, molto attivo, il presidente del consiglio (ma pure consigliere provinciale, nonché ex presidente F.F. dell’ente sovracomunale, ma anche candidato paolano in pectore a qualsivoglia elezione “fuori dal comune”) Graziano Di Natale – è davvero inconcepibile lo stato di inerzia che caratterizza la situazione.

Forse, una chiave di lettura plausibile può essere quella fornita dal duo consiliare d’opposizione incarnato da Pino Falbo e Anna Anselmucci (del gruppo “Progetto Democratico”), che dagli scranni della minoranza di centrosinistra hanno immediatamente colto la palla al balzo, mettendo in seria discussione la natura stessa di una coalizione che della “Salute Pubblica” aveva fatto il proprio cavallo di battaglia per vincere le elezioni amministrative del 2017.

Affondando il dito nella piaga, ovvero ricordando che nell’edificio in questione ci sono locali affidati in comodato d’uso gratuito ad organizzazioni che dovrebbero perseguire fini “socio-sanitari” (come ad esempio certe associazioni dedite al ballo, al canto e alle arti marziali, ma anche altre che si occupano di cardioprotezione e primo soccorso), i consiglieri d’opposizione hanno tuonato: «Il contratto di comodato d’uso gratuito tra la Provincia ed il Comune di Paola, è stato stipulato in data 19 dicembre 2018, e l’articolo 2 del medesimo atto stabilisce che l’immobile sarà utilizzato dal Comune di Paola esclusivamente per fini socio-sanitari. I locali che sono stati già concessi in comodato d’uso gratuito o a titolo oneroso, sono revocabili in qualsiasi momento per motivi di interesse pubblico».

Quindi la puntualizzazione “velenosa”: «Dal 13 novembre ad oggi, nonostante le sollecitazioni anche della direttrice del Distretto sanitario dott.ssa Angela Riccetti, i locali sono ancora occupati da associazioni che nulla hanno a che fare con fini socio-sanitari ad esclusione di due di queste: “Gli Amici del Cuore di Paola” e la “Croce Rossa Italiana Comitato Bruzio”».

Concentrandosi sulle difficoltà del momento presente, Pino Falbo e Anna Anselmucci hanno poi ripreso un “leitmotiv” che da mesi contraddistingue l’azione della loro linea politica.

«Al terzo piano dell’Ospedale civile di Paola, sono allocati molti ambulatori del Distretto sanitario del tirreno Cosentino, che, per legge, devono essere posti fuori la struttura ospedaliera. Tutto questo rallenta il potenziamento del nostro ospedale San Francesco, anche con l’inserimento eventuale e invocato di nuovi reparti (vedi la Ginecologia e l’ostetricia). Di conseguenza, ove mai il Punto nascite dovesse ritornare a Paola, dove verrebbe allocato, visto che il terzo piano del “San Francesco” ospita quegli ambulatori abusivi che, per legge, avrebbero dovuto trovare spazio al Poliambulatorio/ Distretto di rione Colonne il quale, a sua volta, è occupato da associazioni che nulla hanno a che vedere con la finalità socio-sanitaria-assistenziale?»

Alla luce di questo interrogativo, entrambi i consiglieri d’opposizione hanno messo nel mirino Roberto Perrotta, lamentando che «Il Sindaco di Paola è ormai da più tempo complice ed ostaggio di chi non vuole il bene della collettività ma soltanto il privilegio per pochi. La buona politica si deve fare con atti concreti e non a chiacchiere, soprattutto da parte di qualcuno, alle quali ormai, fortunatamente non crede più nessuno».

Il riferimento ai presunti “sequestratori” del sindaco resta comunque vago, anche se qualche indizio porta verso ex compagni di partito proprio di Pino Falbo, elementi contro i quali Progetto Democratico continuerà a battersi per affermare «la buona politica e, se sarà necessario, al fine di tutelare gli interessi dei cittadini, ci rivolgeremo alle autorità competenti». Uomo avvisato, mezzo salvato.

Son tutte “socio-sanitarie” le attività nel poliambulatorio? Critici Asp e Falbo ultima modifica: 2019-05-12T12:05:43+02:00 da Giampiero Delpresepe
Giampiero Delpresepe

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Autore "collettivo", nominato caporedattore della Testata on-line Marsili Notizie, mi occupo dello scibile in generale, con particolare attenzione alla Politica.