“Parapappaparà”. Per quanti di voi non siano mai riusciti a contare gli “ad” e gli “ed” dell’ingegnere Pino D’Andrea durante i consigli comunali di Paola, la rubrica che inauguriamo oggi potrebbe servire da sussidiario.

Perché “l’Occhio del Maligno” si propone di essere la sintesi di tutti gli sguardi storti, delle occhiatacce che corredano l’espressione di coloro che ricevono un dolore o di quelli che stanno per infliggerne agli altri.

Senza infierire però. Perché di quelli che sono stati estromessi dalla storia, è inutile parlare.

L’occhio sarà sempre rivolto al presente, con uno sguardo al passato solo se dovesse essere necessario. Come nel caso di oggi.

Ricordate l’Ecomostro sul Lungomare? Quell’edificio che oggi si propaganda col suo nome formale, “Pit”?

Cos’è che bisognerebbe realizzare al suo interno?

Un’autorimessa?

Un’autorimessa utile a creare anche posti di lavoro?

Quindi una cosa coi guardiani in stile anni ’70, perché le autorimesse di oggi sono tutte informatizzate, con un operatore “remoto” che interviene, in caso di necessità, da una saletta allestita con diversi monitor.

Quindi, autorimessa utile a creare occupazione. Sul Lungomare di Paola.

Ottimo. Ottimo incentivo per quella vocazione turistica cui tutti i politici locali fanno riferimento.

Forse il supporto a questo tipo di “impresa” è maturato nei contesti processionali di autovetture, con Ferrari e auto storiche che hanno sfilato sul lungomare negli ultimi mesi (quando si sono realizzate anche le condizioni per rifocillamenti, di gruppo, presso strutture di ristorazione presenti in loco).

Perché altrimenti, a meno di non vedere – “malignamente” – il tentativo di carusare gli automobilisti che vengono al mare la domenica, spostando anche il piatto della bilancia di coloro che vanno “ai bracci” perché sul lungomare non c’è posto, non c’è altra spiegazione plausibile.

Perché mettere un’autorimessa sul Lungomare di Paola, spiegando che lo si fa anche per incentivare l’occupazione, non è proprio la migliore delle iniziative. Perché l’estate finisce, e il resto dell’anno quell’autorimessa, a meno di non impedire il parcheggio nell’area che sarà della Caserma dei Vigili del Fuoco, è una cosa senza molto senso.

Ah già, la Caserma dei Vigili del Fuoco. Quella che si dovrebbe fare sempre sul Lungomare, luogo dal quale rispondere a tutte le chiamate d’emergenza del litorale e di quella parte di paesi che stanno sotto la catena costiera. Quella, almeno, si farà?

E se non si farà, che destino sarà per l’autorimessa del “Pit”?

Nella prospettiva dell’Occhio del Maligno, sarà l’ennesimo buco nell’acqua. Una nuova cattedrale nel deserto da consegnare ai posteri, quelle future generazioni alle quali si spera di consegnare almeno il mare, perché il Lungomare è a rischio d’estinzione.

* Nell’articolo non si fa volutamente riferimento all’eventuale destino della pista ciclopedonale, segnato già in partenza da un’inaugurazione “a metà”.

L’Occhio del Maligno: sguardo sulle stranezze – Ecomostro e Lungomare ultima modifica: 2019-06-06T11:55:46+02:00 da Giampiero Delpresepe
Giampiero Delpresepe

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Autore "collettivo", nominato caporedattore della Testata on-line Marsili Notizie, mi occupo dello scibile in generale, con particolare attenzione alla Politica.