Buona parte della giunta comunale che, alle scorse elezioni amministrative s’era presentata “Insieme per guardare al futuro”, a partire da oggi dovrà “guardarsi” dalle accuse mosse dalla Procura della Repubblica di Paola.

A chiusura delle indagini scaturite dall’operazione condotta nel 2017, quando Carabinieri e Guardia di Finanza si presentarono in comune e a casa di alcuni tecnici per reperire materiale utile all’inchiesta, per l’ex sindaco di Paola, Basilio Ferrari (oggigiorno seduto ai banchi della minoranza consiliare), per quello che all’epoca era il suo vice, Francesco Sbano, nonché per l’ex assessore Marco Cupello e per colui che in passato ha incarnato il ruolo di reggente Utc, attualmente “fissato” nella pianta organica dell’ente a tempo indeterminato, Fabio Pavone, ma pure per il “pensionato” ingegnere Antonio Vigliotti , per “l’interdetto” vertice della società Lao Pools, Marcelo Forte, e infine per l’imprenditore edile Silvestro Lenti, è scattata la richiesta di rinvio a giudizio da parte del procuratore capo Pierpaolo Bruni e del suo sostituto Maurizio De Franchis.

Variegate le questioni sollevate dagli inquirenti, con capi d’imputazione diversi a seconda delle relazioni intercorse tra gli accusati, come quella tra Basilio Ferrari e Marcelo Forte che – ad esempio – in merito alla gestione della grave emergenza idrica a cui fu esposta Paola nel 2015, quando le condotte di acqua furono “invase” da batteri coliformi ed escherichia coli in quantità superiori ai limiti consentiti, non intrapresero azioni volte alla tutela della salute pubblica. In particolare, Marcelo Forte, omise di «sospendere l’erogazione del servizio», mentre Basilio Ferrari (ad oggi coordinatore locale di Forza Italia), non adottò «tempestivamente ordinanza contingibile ed urgente […] attivandosi in ritardo solo in data 27.11.2015 con ordinanza 54/2015 ed a seguito del formale intervento dei Nas».

Per quanto concerne le posizioni dell’ex vicesindaco Francesco Sbano e l’ex candidato “scopellitiano” Fabio Pavone,  gli inquirenti ipotizzano un «abuso delle qualità e dei loro poteri», in quanto «inducevano Lenti Silvestro (costruttore edile che compare nell’elenco degli indagati, ndr) ad effettuare indebitamente e gratuitamente lavori di riparazione e ristrutturazione in una alloggio Aterp di via Bernardino Telesio occupato da una signora e a fornirle gratuitamente materiali edili per una valore di 500 euro».

Ma le nubi addensate sull’ex vicesindaco Sbano, oggigiorno referente di un “gruppo” che si rifà alla politica di Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni e Fausto Orsomarso, non si limitano a questo accadimento. Sempre puntando sul presunto abuso «delle sue qualità e dei suoi poteri», l’ex sostituto eventuale di Basilio Ferrari, avrebbe esercitato «forti pressioni nei confronti di Sarpa Quintino, responsabile Suap del Comune di Paola e responsabile dell’organizzazione e della gestione della manifestazione annuale denominata “Fiera di San Francesco”, minacciandolo di rimuoverlo dall’incarico, di far saltare la fiera o comunque di revocare le autorizzazioni già emesse agli ambulanti, nel caso in cui non avesse accolto le sue richieste, compiva atti idonei e diretti in modo non equivoco a costringere il predetto ad assegnare, in occasione della Fiera di San Francesco che si sarebbe svolta dall’1 al 4 maggio 2015, un posto su suolo pubblico per l’esercizio dell’attività commerciale, a una ditta individuale di San Giovanni in Fiore, pur non possedendo la stessa i requisiti richiesti per l’assegnazione e in particolare l’iscrizione camerale per l’esercizio dell’attività su aree pubbliche. Evento non verificatosi per cause non dipendenti dalla sua volontà ed in particolare per il rifiuto opposto da Sarpa».

Diversa la situazione che vede invece protagonista l’ex assessore Marco Cupello, anch’egli finito nell’inchiesta per presunto  abuso «della sua qualità e dei suoi poteri», in quanto avrebbe esercitato forti pressioni «nei confronti di Sarpa Quintino, minacciandolo di trasferirlo ad altro Ufficio nel caso in cui non avesse accolto le sue richieste, costringeva indebitamente il predetto, in occasione della redazione della mappa della Fiera di San Francesco che si sarebbe svolta da 1° al 4 maggio 2016, a lasciare completamente liberi gli stalli nn.76 e 78 prospicenti all’esercizio commerciale di Grupillo José (attuale capogruppo della maggioranza “perrottiana”) al solo fine di favorire quest’ultimo».

Ma i problemi per Cupello s’allungano anche verso i lidi che riportano alla Laopools, in quanto – secondo gli inquirenti – avrebbe «dichiarato falsamente, mediante compilazione e sottoscrizione della dichiarazione di insussistenza cause di inconferibilità ed incompatibilità del 16.02.2015 (quando subentrò nella giunta Ferrari al posto del “silurato” Massimo Focetola, ndr) di essere in possesso dei requisiti necessari per assumere la carica di assessore presso il Comune di Paola, omettendo di comunicare la sua qualità di amministratore della società “Ecoser Holding” (ricoperta fino all’11 maggio 2015), proprietaria dell’intero capitale sociale della società Lao Pools, quest’ultima affidataria della gestione del servizio idrico integrato (successivamente estromessa per un’interdittiva antimafia, ndr)».

Infine, l’ingresso nell’inchiesta da parte dell’ex reggente Utc Antonio Vigliotti, si deve ad un’iniziativa che avrebbe intrapreso di concerto all’ex primo cittadino Basilio Ferrari, insieme al quale avrebbe attestato «fatti non corrispondenti al vero e dei quali i citati atti erano destinati a provarne la verità e in particolare che il procedimento amministrativo volto all’affidamento del servizio idrico integrato era nella fase tra l’avvio dell’iter burocratico e la sua conclusione».

“Lao Pools”, “4 Maggio” e “altro”: chiuse le indagini su mezza giunta Ferrari ultima modifica: 2019-07-16T12:40:17+02:00 da Redazione
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