«Contro il taglio dei faggi di Cozzo Cervello» è intervenuto il WWF Calabria, che con l’avvocato Fabio Spinelli ha chiesto l’accesso agli atti che hanno determinato la decisione di mettere in  vendita il lotto boschivo presente sulla catena costiera paolana.

Contestualmente a questa richiesta, la più  grande organizzazione mondiale per la conservazione di natura, habitat e specie in pericolo, ha scritto una letterina al sindaco di Paola e al responsabile del procedimento, rispettivamente l’avvocato Roberto Perrotta e l’ingegnere Fabio Iaccino, appellandosi alla loro sensibilità.

«Monte Cervello (m. 1389) – si legge nella nota del WWF – unitamente agli altri areali montuosi di prossimità, è un sistema naturale strategico per la conservazione della biodiversità. In posizione mediana, tra “Serra Pantanolata” e “monte Luta”, è un culmine ricoperto da faggete tanto belle da non temere nessun confronto con altri comprensori montani anche più rinomati. Nel suo areale forestale, i tronchi diritti e colonnari dei faggi si stagliano verso il cielo quasi a testimoniare e custodire la sacralità del cammino di San Francesco, ascetico, taumaturgico e umile fraticello, caro alla memoria e alla devozione dei tanti pellegrini e molto apprezzato dagli escursionisti e dagli studiosi che lo praticano lungo la linea tracciata dalla rete natura 2000 che si articola lungo la dorsale appenninica».

Si tenga presente che il costo di una piantina di faggio in vaso, espresso in soldoni sul sito internet “il tuo garden”, s’aggira intorno ai 7,50 euro, prezzo che lievita sensibilmente quando invece si tratta di esemplari più maturi, forse in linea con la fine del “ciclo produttivo” ratificato dagli esperti che hanno valutato i faggi da abbattere a Cozzo Cervello, arrivando ad essere quotato anche 850 euro per metro cubo.

Ora, più che gli esemplari da abbattere (1972), sarebbe interessante conoscere la “cubatura” del legname che verrà estratto, anche per capire se il prezzo a base d’asta del bosco paolano (54.335,00 euro) è congruo rispetto a quello che la ditta appaltatrice potrà ricavarne come profitto.

Ebbene, dato che il calcolo è frutto di una serie di complesse operazioni algebriche, per chiunque abbia dimestichezza con la matematica, si propone un interessante articolo apparso sulla rivista “Vita in campagna” nel 2009, disponibile a questo link.

Ovviamente sarebbe opportuno conoscere anche il censimento “georiferito” che gli specialisti hanno fatto sulla montagna, perché senza sapere quali piante siano state martellate, il risultato che si otterrebbe grazie ai metodi spiegati nell’articolo, potrebbe risultare fuorviante.

Ovviamente, se l’ingegnere Fabio Iaccino ha ritenuto confacenti i poco più di cento milioni delle vecchie lire per consentire alle motoseghe di rombare a “Cozzo Cervello”, i suoi conti se li sarà fatti. Almeno questo è l’augurio. Ma se da un’eventuale stima alternativa dovesse venir fuori qualche altro tipo di risultato, gli scenari che si potrebbero aprire esulerebbero dal “semplice” intervento del WWF, perché oltre alle motivazioni naturalistiche (si taglia un po’ di bosco per consentirne uno sviluppo migliore) ai cittadini – e non solo – potrebbero interessare anche le ragioni economiche.

Quanto costa il legno di Faggio a m³? Pure il Wwf difende Cozzo Cervello ultima modifica: 2019-07-07T08:17:51+02:00 da Giampiero Delpresepe
Giampiero Delpresepe

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Autore "collettivo", nominato caporedattore della Testata on-line Marsili Notizie, mi occupo dello scibile in generale, con particolare attenzione alla Politica.