Non ha affatto convinto gli inquirenti la versione fornita da Geppino Ramundo, 66enne fuscaldese fortemente indiziato del delitto del suo confinante di terreni Giuseppe Ramundo, 52enne promotore finanziario.

Secondo quanto ricostruito da chi sta conducendo le indagini, il primo tassello andato “fuori posto” nel racconto dell’unico superstite della sparatoria, sarebbe quello della “legittima difesa”.

Stante ciò che è stato possibile appurare mediante la visione dei video realizzati dalle telecamere installate all’esterno dell’abitazione della vittima, il primo a fare fuoco – con una Beretta semiautomatica calibro 7,65 – sarebbe stato proprio l’uomo che, dopo le cure successive al suo ferimento, attualmente si trova in carcere.

Già condannato per maltrattamenti in famiglia, e descritto dalla ex moglie come un soggetto prepotente e irascibile, Geppino Ramundo – ex bidello oggi 66enne – avrebbe aggredito il suo omonimo vicino 4 minuti prima di dare l’allarme ai Carabinieri.

Analizzando le riprese della videosorveglianza, il procuratore capo Pierpaolo Bruni e il suo sostituto Teresa Valeria Grieco, avrebbero appurato che già alle ore 8.26 e 10 secondi, il malcapitato caduto sotto i colpi del 66enne, si sarebbe reso conto del tipo di aggressione che stava per piombargli addosso, dandosi alla fuga che, due secondi dopo, parrebbe giustificata dall’esplosione di almeno un colpo d’arma da fuoco ai suoi danni.

Ciò smentirebbe in maniera inequivocabile la prima versione dei fatti fornita dal presunto assassino, il quale – nell’immediatezza dell’arrivo di Carabinieri e ambulanze – aveva accusato proprio il morto d’averlo sparato durante un diverbio scaturito in una colluttazione, nel corso della quale sarebbero partiti in modo accidentale dei colpi dalla pistola impugnata dalla stessa vittima, che lo avrebbero attinto in maniera mortale. Geppino Ramundo, il presunto omicida, avrebbe pertanto escluso di aver esploso personalmente i colpi di arma da fuoco rivelatisi fatali per il confinante, ribadendo che l’arma era in possesso di quest’ultimo all’atto della lite e di non aver esploso i colpi.

Invece, a rimanere a terra con due colpi in petto e uno nella coscia, è stato il promotore finanziario 52enne, dedito alla famiglia, con una sorella non vedente deceduta qualche tempo fa e un fratello, anch’egli portatore di handicap, da accudire e assistere.

6 secondi dopo i primi colpi esplosi, secondo quanto rilevato dagli inquirenti, le inquadrature della videosorveglianza avrebbero immortalato l’ex bidello 66enne correre impugnando una pistola, particolare rafforzato dalla fuga di alcuni cani probabilmente impauriti dagli spari precedenti. A quel punto si noterebbe anche la vittima nell’atto di inseguire il suo presunto carnefice col quale, una volta raggiunto, avrebbe continuato la colluttazione fuori dal raggio di ripresa della telecamera.

Tuttavia, solo 23 secondi dopo, dinnanzi all’obiettivo si vedrebbe scorrere la sagoma della vittima, correre in direzione del punto in cui poi è stato ritrovato cadavere. A parere degli inquirenti, sarebbe questo il momento in cui il 52enne – probabilmente attinto dai colpi mortali – avrebbe tentato di darsi alla fuga dopo aver presumibilmente disarmato l’aggressore, ma data l’entità delle ferite non ce l’avrebbe fatta.

Solo alle 8.30 di quel tragico 25 luglio, Geppino Ramundo si sarebbe determinato a chiamare i soccorsi e i Carabinieri.

Video contro presunto omicida Cariglio. Ex-moglie:«prepotente e irascibile» ultima modifica: 2019-07-28T09:23:08+02:00 da Redazione
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