In attesa che “Paola In… canto” incanti il pubblico, giunti ormai al 9 di agosto, sarebbe opportuno tracciare un bilancetto dell’estate vissuta dentro i confini di una città che della vocazione turistica ha fatto bandiera.

A parte l’anomala pubblicazione di un programma deliberato a luglio inoltrato, senza considerare le difficoltà di lettura scaturite dal formato scelto, ciò che colpisce è l’impegno profuso nel tentativo di coprire praticamente ogni giorno della settimana, per un arco temporale abbastanza lungo.

Fino a settembre.

Un calendario “denso”, una galassia di appuntamenti capaci di riproporre – in scala ridotta – ogni sorta di maxi evento fatto altrove.

Ciò che da un’altra parte ha ormai assunto l’importanza di un “Festival”, a Paola è stato fatto sotto forma di “Sagra”, e viceversa, in un continuo gioco di copertura riguardo ogni forma di intrattenimento.

A meno di atterraggi alieni o altre cose improbabili, a Paola – in termini di programmazione estiva – è stato messo “tutto” in campo, anche se non si è considerato “tutto” il campo. E la desolazione del Lungomare è lì a testimoniarlo.

Questo aspetto, col quale stanno facendo i conti gli imprenditori che hanno investito sulla zona, al momento pare un punto di debolezza di questa strategia di rilancio, perché oltre la zona d’ombra tra la Villa Comunale e il Lungomare ci sono, è vero, luci accese, ma è spento tutto il resto.

Quando Fuscaldo si è illuminata con Alici in Festival, oppure quando Praia a Mare ha brillato con Jovanotti, si sono accesi interi territori, un unico battito che è bastato a riempire il petto di intere comunità. A Paola invece tante “pulsazioni” che l’elettrocardiogramma registra a malapena.

Forse varrebbe la pena riconsiderare la strategia per l’anno prossimo?

Nel frattempo non si può non registrare la considerazione dell’ex primo cittadino, Basilio Ferrari, che rivolgendosi proprio agli organizzatori praiesi, ha formulato le sue felicitazioni in merito al successo registrato dal “Jova Beach Party”.

«Non si possono che fare i complimenti – ha scritto l’attuale consigliere di minoranza – a tutti gli organizzatori e promotori dello straordinario evento di Praia a Mare. In particolare a Jovanotti che ha scelto di voler promuovere il nostro territorio offrendo la possibilità alla Calabria di mettere in mostra le sue positività. Eventi come questo dimostrano che osare si può, si deve, senza mai rassegnarsi, senza più accontentarsi. Quello che ci occorre e’ anche questo. Era quello che sognavo anche per la nostra Città e continuo a pensare che volendo, con coraggio, passione, lungimiranza, si possono raggiungere traguardi eccezionali».

Pensiero condivisibile, al quale però – scomponendone le parti – mancano alcuni dettagli. In primis “i soldi”.

Perché l’esempio dei Tiromancino pagati con la Tari, quando ora si scopre che Ecologia Oggi avanzava addirittura 17 mensilità, è li a dimostrarlo. Fu una scelta coraggiosa ma costosissima (soprattutto considerando l’audio di un ormai famoso messaggio whatzapp). E poi comunque, sempre a tema di quest’ultima band, bisogna anche aggiungere che Zampaglione (il leader dei Tiromancino) se ne andò a mangiare a Fuscaldo, con annesse e connesse ripercussioni positive per il comune a nord di Paola.

Forse che alla città di San Francesco manca un po’ il prestigio che aveva un tempo? Quando tutte le comunità limitrofe facevano tappa sul suo Lungomare e tra le vie del borgo? Quando i turisti incontravano luci accese ovunque e a qualunque ora? Quando al pomeriggio, oltre al mare, si poteva anche visitare il centro storico coi negozi aperti e le vetrine in mostra?

Parliamoci chiaro, non è un programma estivo che può rispondere a tutte queste domande, tuttavia può fare da filo conduttore per trovare le risposte. E se nel cartellone c’è stato qualcosa che ha funzionato meglio di altro, si potrebbe valorizzarlo di più in futuro. Ma è anche necessario considerare la possibilità di organizzare un evento capace di attrarre almeno 10mila persone. Come a Praia(24/30mila), come a Fuscaldo (50mila nel 2018), come ad Amantea (dove si ipotizza un boom per il “Salvini beach tour”), come anche a San Lucido, tornata tappa di un turismo bello quasi come quello degli anni ’60 che ogni sera popola il paese.

Al momento, comunque, è doveroso rivolgere gratitudine ed incitamento a quanti stanno adoperandosi affinché Paola possa continuare ad esistere sulla rotta della SS18: gli imprenditori dei locali – con particolare riferimento a quelli sul lungomare – dove la sera è possibile apprezzare l’atmosfera estiva, i comitati di quartiere e tutte le associazioni presenti sul territorio, che in maniera volontaria contribuiscono a far battere il cuore della città, le parrocchie e i sostenitori d’ogni sorta, sempre pronti a partecipare. Perché Paola è Paola.

EstatEventi: SS18, via del successo, segna record a Nord e a Sud di Paola ultima modifica: 2019-08-09T19:25:27+02:00 da Redazione
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