Dopo la riunione tenutasi con la ditta Ecotec e i sindacati, l’amministrazione comunale di Paola – nelle persone del sindaco Roberto Perrotta, del suo vice Tonino Cassano, dell’assessore Emilio Mantuano e del consigliere Pino D’Andrea – ha dato vita alla conferenza stampa “promessa” due giorni fa.

A prendere la parola è stato immediatamente Cassano, che ha spiegato le ragioni per le quali la “situazione mensilità” è in arretrato rispetto al presente, specificando che – comunque – la puntualità nei pagamenti è stata sino ad oggi garantita.

Per quanto concerne Ecologia Oggi, l’assessore ha ribadito che il pregresso debito di ben diciassette fatture, è stato ridotto a tre soltanto, ritornando anche a spiegare che si tratta di un problema “ereditato” dall’attuale gestione amministrativa, la quale sta facendo il possibile per ridurre la forbice apertasi durante la permanenza dei passati inquilini del Sant’Agostino.

Medesimo discorso, l’assessore alle finanze lo ha utilizzato per chiarire le criticità emerse con Ecotec, ditta lametina che – subentrata alla Lao Pools nella gestione del Servizio Idrico Integrato – si è trovata a dover far fronte ad alcune inadempienze strutturali, mai sanate dai precedenti amministratori, talmente ingenti da aver persino scoraggiato la società Ecologia Oggi che, in un primo tempo, era stata individuata come azienda capace di poter soppiantare coloro che sono stati “interdetti” dalla Prefettura per questioni di antimafia.

Il debito complessivo nei confronti di Ecotec è di 240mila euro, pari a due mensilità, «cui vanno aggiunti – ha specificato Cassano – 300mila euro fuori bilancio, ereditati non per colpa nostra, ma perché c’erano degli urgenti lavori di riefficentamento da eseguire. Quindici pompe di sollevamento su diciassette da ripristinare e trecento tonnellate di fango, accumulate nel depuratore, da smaltire».

Spese di cui ha dovuto farsi carico il comune, perché intanto «la Lao Pools – è tornato a ripetere il vicesindaco – era stata comunque pagata».

Sulle perdite accumulate a scapito delle casse comunali, che hanno generato la sofferenza che oggi impedisce il riequilibrio nei confronti dei creditori, Cassano ha voluto soffermarsi particolarmente, spiegando che «qualcuno avrebbe dovuto fare attenzione al contenuto della delibera 146 dello scorso 15 luglio, nella quale si da atto delle conseguenze che subisce il conto corrente del comune, per un decreto di pignoramento notificato dall’Agenzia di Riscossione».

Un  milione e 300mila euro, all’interno del quale si trovano 700mila euro con interessi e sanzioni per ciò che riguarda il Pit, più altre anomalie fatte di finanziamenti ottenuti, mai utilizzati e nemmeno restituiti, o saldi di imposte che il comune non ha versato

«Questo decreto ingiuntivo, al quale chiaramente ci siano opposti – ha proseguito Cassano – è il motivo delle ultime tensioni, che confidiamo di sciogliere anche grazie alla delibera con la quale abbiamo chiesto al Ministero di poter trattenere 6milioni e mezzo incamerati dalla Osl, cifra che ci consentirebbe di appianare tutte le situazioni passive ereditate dalla passata gestione».

Tornando a parlare del famoso “fondo cassa” che i ferrariani non hanno mai restituito alla Osl, il vicesindaco ha reiterato la sua richiesta di spiegazioni in merito, «perché se i conti erano questi – ha detto Cassano – a maggio 2017 sono stati chiesti ulteriori 3milioni e 600mila euro al ministero, quando già sul conto corrente del comune c’erano oltre due milioni? Perché sono state chieste queste ulteriori somme? Qual era la finalità di chiedere queste somme, che sono costate 150mila euro di compensi al tesoriere, oltre agli interessi sul mutuo?».

Questo a chiarimento delle richieste dei sindacati, che pare si «preoccupino solo del cantiere di Paola – ha chiosato l’assessore – tralasciando situazioni anche più gravi».

Sulle cooperative, «siccome si parla di arretrati di più mesi – ha concluso Cassano – lo scorso luglio è stata pagata la mensilità di marzo. Ogni mese un bonifico. Noi non stiamo accumulando un euro di debiti, anzi ci stiamo adoperando per recuperare il terreno arretrato».

Nel frattempo l’ex sindaco Basilio Ferrari, forse avvisato da qualcuno riguardo i contenuti della conferenza stampa, già nel pomeriggio di ieri ha proposto un intervento “preventivo” su Facebook, del quale verrà dato conto in seguito.

Il decreto ingiuntivo “causato” da Ferrari, inguaia il Comune e i pagamenti ultima modifica: 2019-08-06T11:45:19+02:00 da Redazione
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