Ci sarebbe piaciuto che la comunicazione fin qui effettuata si fosse fermata alla dicitura “condizioni gravi”, senza cimentarsi in diagnosi mediche prive di fondamento.
E soprattutto rispettando quel diritto alla “riservatezza e al decoro personale” contenuto nell’articolo 10 “Tutela della dignità delle persone malate” contenuto nel Codice di deontologia relativo al trattamento dei dati personali nell’esercizio dell’attività giornalistica, in modo da rispettare la dignità del ragazzo.

Quello appena letto è uno dei passaggi della nota diramata dalla famiglia di Alessio Soria, giovanissimo paolano che attualmente staziona in gravi condizioni presso l’ospedale di Zara in Croazia, a seguito di una rovinosa caduta da un’altezza ragguardevole.

Il comunicato si è reso necessario per fornire una versione dei fatti aderente all’andamento degli stessi, capace di fugare le illazioni comparse su diverse piattaforme di informazione, e quindi in grado di fornire notizie attendibili su quanto sta succedendo nel Paese dell’ex Jugoslavia, dove il “quasi” 21enne paolano si era recato in vacanza.

Accogliendo l’appello della famiglia, di seguito la nota ufficiale:

Agli organi di informazione calabresi e nazionali inviamo questo comunicato stampa con la preghiera di redarre articoli di informazione per i propri utenti in merito ai fatti in esso contenuto.
Eleviamo gentile preghiera di rettificare qualora in precedenza siano state diffuse informazioni risultanti errate dal confronto con questa versione ufficiale della famiglia, da pubblicare attraverso stesso mezzo e dedicando alla rettifica lo stesso spazio e rilevanza del precedente.
Vogliamo consentire alle rispettive testate giornalistiche di comunicare nel modo più corretto possibile in merito alla vicenda che ha visto coinvolto il nostro congiunto, Alessio Soria, e dunque porre un freno alle false notizie diffuse fin ora.

“Alessio Soria, 21 anni da compiere il prossimo 18 settembre 2019, è rimasto gravemente ferito mentre si trovava in vacanza in Croazia a seguito di fatti attualmente oggetto di indagini da parte delle autorità e forze dell’ordine locali.
Per la precisione, i fatti sono avvenuti a Novalja (Novaglia, in italiano), sull’isola di Pag (Pago). Qui, Alessio è arrivato il mattino di sabato 10 agosto 2019 per un periodo di vacanza estiva in compagnia di altri 3 coetanei. Si tratta di due cugini, uno di Santa Maria del Cedro e uno di Mesero, in provincia di Milano, e di un suo amico di Paola.
Il giorno stesso dell’arrivo, dopo una giornata di mare, hanno deciso di trascorrere la notte in una discoteca dell’isola.
All’alba di domenica 11 agosto, Alessio è stato trovato a terra e privo di sensi nel piazzale della struttura ricettiva in cui soggiornava, un residence della cittadina di Novalja, da uno dei cugini, che era rincasato più tardi.
Le sue condizioni sono apparse immediatamente critiche ai soccorritori sanitari croati allertati dai compagni di viaggio. Alessio è stato quindi trasportato presso l’ospedale di Zara, dove è tuttora ricoverato.
Le sue condizioni sono gravi ma stazionarie. Pur nell’incertezza dell’evoluzione del quadro clinico, la nostra famiglia ha messo in conto di affrontare un periodo di ospedalizzazione. Al momento, inoltre, Alessio non ha subito alcun tipo di operazione.
Ci sarebbe piaciuto che la comunicazione fin qui effettuata si fosse fermata alla dicitura “condizioni gravi”, senza cimentarsi in diagnosi mediche prive di fondamento.
E soprattutto rispettando quel diritto alla “riservatezza e al decoro personale” contenuto nell’articolo 10 “Tutela della dignità delle persone malate” contenuto nel Codice di deontologia relativo al trattamento dei dati personali nell’esercizio dell’attività giornalistica, in modo da rispettare la dignità del ragazzo.
I fatti che hanno causato le condizioni cliniche di Alessio sono in fase di analisi da parte della polizia croata. L’ipotesi più accreditata è che, per un accidente, sia caduto dall’altezza di circa 7 metri, dal parapetto del corpo scala dell’edificio dove i ragazzi soggiornavano.
Quanto riferito a voi organi di stampa e comunicazione è frutto dei contatti che la famiglia Soria – Vitale ha da subito stabilito con il Ministero degli Esteri italiano, con l’Ambasciata italiana in Croazia e con personale medico dell’ospedale di Zara, sia telefonicamente che fisicamente, essendo alcuni componenti della famiglia ora presenti a Zara al fianco di Alessio.
Vi saremmo estremamente grati, infine, se ci aiutaste a diffondere i fatti sopra esposti e un appello: preghiamo affinché il nostro caro superi questo momento delicato e che ci riempie di dolore. Chiediamo a tutti voi di unirvi alle nostre preghiere e di evitare, come purtroppo è successo, di diffondere versioni dell’accaduto prive di qualsivoglia fondatezza e che aggiungono dolore al dolore della famiglia”.

Paolano in gravi condizioni a Zara: i fatti nella versione della famiglia Soria ultima modifica: 2019-08-14T13:12:20+02:00 da Redazione
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