«A distanza di un anno da mie precise richieste di chiarimento, ancora non comprendo quale sia la destinazione reale di quell’immobile».

Inizia così la dura nota pubblicata stamane a mezzo stampa dal capogruppo consiliare d’opposizione, nonché consigliere provinciale di maggioranza, Pino Falbo, il quale continua a chiedere lumi circa la destinazione d’uso dell’edificio che un tempo ospitava l’istituto di istruzione superiore “Padre Tarcisio Pisani” di Rione Colonne, a Paola.

«Sto cercando di ottenere il rispetto delle regole con diplomazia – ha proseguito l’ex candidato a sindaco per una delle diverse coalizioni di centrosinistra – costanza e buon senso, ma a questo punto non credo che dall’altra parte ci siano interlocutori che la pensano allo stesso modo, avendo più volte sollecitato risposte e/o azioni che, puntualmente, non sono arrivate».

Il riferimento, neanche tanto velato, è a quegli attori istituzionali (sindaco, presidente del consiglio e reggente della Provincia) che, malgrado diversi tentativi, non sono ancora riusciti ad ottenere dall’Asp una presa di posizione definitiva sulla faccenda, che si vorrebbe concludere con la definitiva cessione dei locali interni all’edificio, noto come Poliambulatorio di Rione Colonne, per usi socio-sanitari.

«Il problema è arcinoto – chiosa l’ex presidente della commissione consiliare “Sanità” – e a mio avviso rasenterebbe il danno erariale a carico della Provincia di Cosenza, se è vero com’è vero che l’Ente di cui mi onoro di esserne consigliere, proprietario di quella ex scuola, ha dato in gestione l’intero immobile al Comune di Paola esclusivamente per svolgere al suo interno attività socio-sanitarie, ossia per ricavare in quegli immobili il Distretto Sanitario con funzioni di poliambulatorio, ma nella struttura si canta e si balla. Adesso non comprendo – ha proseguito Pino Falbo – come sia possibile che, ancora oggi, nonostante i miei specifici solleciti, in quella ex scuola siano ospitati privati che svolgono tutt’altra attività – interferendo peraltro, con musica e balli, sui servizi offerti dagli uffici sanitari – si presume incassando quote a vario titolo dagli iscritti».

Dopo queste bordate, indirizzate presumibilmente a Roberto Perrotta e Graziano Di Natale, il leader di “Progetto Democratico” ha messo nel mirino anche il più alto esponente del Palazzo del Governo di Piazza XV Marzo a Cosenza.

«il presidente Iacucci – stigmatizza ancora Falbo – in varie circostanze mi ha risposto che ho ragione e che lui ha ottenuto garanzie dal sindaco di Paola, Roberto Perrotta, che queste Associazioni sarebbero state spostate altrove, ma ancora oggi tutti fanno orecchie da mercante. Con un’aggravante: al terzo piano dell’ospedale San Francesco di Paola sono presenti ambulatori medici che per legge dovrebbero stare altrove. Ecco perché, se davvero si vuole il rilancio del nostro nosocomio, trasformandolo in polo chirurgico di eccellenza, si deve liberare velocemente quel terzo piano, spostando gli ambulatori presso il Distretto di Rione Colonne, ma ciò non potrà avvenire fino a quando Provincia e Comune non decideranno di spostare le associazioni “amiche” in altro sito. Non credete, quindi, a Perrotta e Di Natale quando dicono che difendono l’ospedale di Paola. Raccontano favolette. Se il nostro ospedale non libera gli spazi necessari e sufficienti, non si potrà mai realizzare il polo chirurgico di eccellenza. Ed il caso della ex scuola “Tarcisio Pisani” rappresenta un danno per la Provincia perché p stata ceduta gratuitamente per una funzione specifica, che nei fatti non svolge. Questi signori devono capire che stanno gestendo beni pubblici – è la conclusione del capogruppo – non appartamenti di proprietà. Su questo argomento, pertanto, andremo fino in fondo. Costi quel che costi».

Al Poliambulatorio di Rione Colonne «si canta e si balla» pagando quote? ultima modifica: 2019-10-04T11:19:56+02:00 da Redazione
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