La storia è quella della “mala gestio” del comune di Reggio Calabria, un ente che da anni fatica a risalire la china del tracollo finanziario conseguito ad anni di malgoverno.

Dopo aver smantellato pezzo per pezzo il “Modello Reggio”, prototipo amministrativo sponsorizzato anche a Paola dalla precedente amministrazione comunale, i giudici inquirenti che operano presso la Procura della città dello stretto hanno concentrato la loro attenzione sul fallimento, apparentemente pilotato, della “Multiservizi Spa”, società in house del Comune al centro di un presunto “patto” che la Gip, Giovanna Sergi, sintetizza come «scellerato tra politica deviata, imprenditori collusi e disonesti e cosche mafiose».

Secondo il magistrato, quello in vigore tra le mura di Palazzo San Giorgio, è stato un «complesso meccanismo fraudolento per incassare illecitamente i soldi del Comune di Reggio Calabria anche grazie alla compiacenza degli amministratori pubblici», gente tra cui spicca il nome dell’ex sindaco (ma anche ex presidente della giunta regionale) Scopelliti Giuseppe, già in galera a seguito della condanna scaturita dal processo nato sul “caso Fallara” (4 anni e 7 mesi per “falso in atto pubblico”).

Dopo l’arresto di 8 imprenditori, a vario titolo coinvolti nell’inchiesta e finiti ai domiciliari con l’accusa di bancarotta fraudolenta, per l’ex numero uno dei più rampanti tra gli esponenti del centrodestra calabrese, è giunta l’iscrizione nel registro degli indagati perché avrebbe assegnato «in via esclusiva tutti i poteri di gestione al socio privato di minoranza, la Gestione servizi territoriali Srl».

CURIOSITÀ: il declino del pregiudicato Scopelliti Giuseppe ha iniziato ad avere luogo nell’imminenza di un funesto presagio avvenuto in quel di Paola nel maggio del 2014 (clicca per il VIDEO DOCUMENTO), allorquando il cosiddetto “Lumen Calabriae” (la lampada votiva custodita nel Santuario di San Francesco), anziché rimanere acceso per indicare la retta via della Regione, si spense improvvisamente, generando non poco imbarazzo tra i presenti.

CURIOSITÀ 2: anche nel 2018 la fiamma del sacro faro diede più di un segno di “spegnimento”, rimanendo fievole e fioca per tutta la durata della celebrazione della liturgia legata al Patronato del Santo Paolano sulla Regione Calabria che, per quanto concerne l’aspetto amministrativo, era (ed è attualmente) guidata da Gerardo Mario Oliverio, il quale solo pochi mesi più tardi fu “obbligato a dimorare” in quel di San Giovanni in Fiore per un’inchiesta della magistratura.

Conseguenze di una fiamma spenta: Scopelliti Giuseppe indagato “ancora” ultima modifica: 2019-10-04T10:15:23+02:00 da Francesco Frangella
Francesco Frangella

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Giornalista. Mi occupo di Cronaca e Politica. Sono tra i fondatori del Marsili Notizie ed ho collaborato come freelance per varie testate.