cozzo cervello

Ribaltati dal Cozzo: Carmelo Meo, i “soldi sporchi”, Cassano e la pagina Fb

Il dibattito in corso su Cozzo Cervello, cui Il Marsili Notizie sta dando ampio spazio esponendosi apertamente con una posizione in merito (clicca), è al momento uno degli scenari più caldi su cui sta sviluppandosi la dialettica tra rappresentanze civiche, movimenti politici e amministrazione comunale.

Costituendo un tema caro alla stragrande maggioranza dei cittadini, ogni presa di posizione in merito registra notevole interesse, generando dei botta e risposta dall’elevato impatto mediatico.

Virtuoso nella misura in cui certifica l’essenza della democrazia, dove è diritto d’ognuno esprimere liberamente il proprio pensiero, il tourbillon di pareri sinora espressi è anche servito a far risalire la china a quanti, almeno a livello politico, erano finiti nello “sprofondo” del risultato elettorale 2017.

Ovviamente ogni posizione è autentica e genuinamente protesa alla salvaguardia del bosco in questione: da un lato ci sono coloro che, al netto delle procedure rispettate per deliberare il taglio di 1972 piante, ritengono opportuno procedere nel verso di uno sfoltimento funzionale a mettere ordine tanto nella vegetazione, quanto nelle modalità d’accesso all’area (senza dimenticare il vantaggio del controllo territoriale operato da taglialegna autorizzati e non abusivi); dall’altro lato c’è chi pensa che sia tutto da rifare, tanto nelle misurazioni quanto nei conteggi, soprattutto perché indispettiti da una richiesta protocollata dal consigliere di maggioranza Ivan Ollio, il quale ha ritenuto di segnalare la preservazione dal taglio di ben 19 dei 1972 faggi, in quanto a suo parere ricadenti nel percorso seguito dal Cammino di San Francesco.

Considerando l’entità del movimento che ha preso avvio, con una probabilità piuttosto elevata può capitare di incappare in esternazioni poco attinenti all’argomento trattato, con qualcuno che – forse alla ricerca della ribalta perduta nel tentativo di generalizzare personali commozioni legate all’emigrazione giovanile – s’è mostrato “più realista del re”, andando ad invadere campi e ad investire di responsabilità, referenti che nulla hanno a che spartire con l’argomento sollevato.

È il caso di Carmelo Meo, attivista pentastellato che, dismessi i panni del candidato a sindaco, ha iniziato a vestire quelli del paladino dell’ecologia, condividendo in rete – soprattutto sui social network – un messaggio reiterato su molte bacheche virtuali, il cui tenore è quello che segue: «Mentre il mondo intero decide di tutelare il proprio mondo naturale, i nostri boschi, Città di Paola (col tag, ndr) per 4 SPORCHI DENARI decide di tagliare il più bel bosco del nostro territorio. E’ nostro dovere inderogabile salvaguardare COZZO CERVELLO, proteggerlo, custodirlo 😎»; espressione seguita dal link per la petizione da firmare online (clicca).

A questa sortita perentoria, basata su un primo assunto che ascrive ad una pagina Facebook la responsabilità d’aver preso una decisione in merito a Cozzo Cervello, e su un secondo presupposto che caratterizza come “sporca” l’operazione compiuta in realtà dall’amministrazione comunale, ha inteso rispondere il vicesindaco di Paola, Tonino Cassano, colpito personalmente dalle considerazioni in merito alla nettezza e alla linearità di ciò che è stato deliberato dal Sant’Agostino.

«Si può essere aspramente critici – ha scritto il delegato della giunta paolana – quindi contestare anche fermamente e fortemente una scelta. Quattro sporchi denari associati alla Città di Paola alludono, però, a patti illeciti e scellerati. Parole che pesano come macigni che rotolando scatenano valanghe di fango miste all’auspicio di una morte addirittura nella duratura sofferenza (riferimento, quest’ultimo, ad una recente campagna discriminatoria andata in onda su Facebook proprio nei confronti di Cassano, ndr). A quel punto non serve esprimere solidarietà. Ci metto ancora una volta la faccia nella acquisita consapevolezza che non ne vale la pena».

Meo, forse in preda al desiderio di enfatizzare al massimo il presunto scandalo avvertito dal suo modo d’intendere il mondo, ha dapprima indirizzato colpe sui gestori di una pagina “informativa”, creata allo scopo di divulgare quanto accade nel Comune di Paola, condividendo il suo “fuorviante” messaggio su una considerevole quantità di bacheche virtuali, molte delle quali con un seguito “non locale” che potrebbe equivocare il messaggio, individuando proprio nei gestori della pagina “Città di Paola”, i responsabili di una scelta attualmente non molto popolare, con annesse e connesse potenziali conseguenze. Successivamente ha definito “sporchi” gli introiti derivanti dall’operazione di vendita di un lotto boschivo, aprendo lo scenario ad allusioni e sospetti che, sicuramente, non giovano alla ricerca del senso di una scelta compiuta dall’amministrazione comunale al netto di un iter che, comunque, oltre alle formalità normative ha previsto finanche l’istituzione di un consiglio comunale aperto.

L’ostentazione di un attaccamento, alle volte è indice di totale estraneità rispetto all’argomento che si vuol far credere di padroneggiare, e la ricerca della ribalta, non sempre si conclude con l’ottenimento dell’attenzione agognata, anzi può capitare che si tramuti in un ribaltamento. E cadere da Cozzo Cervello significa capitombolare per parecchi chilometri.

About Francesco Frangella

Giornalista. Mi occupo di Cronaca e Politica. Sono tra i fondatori del Marsili Notizie ed ho collaborato come freelance per varie testate.

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