53enne di diamante

“Verrai con me all’altro mondo” (G.P. 53enne di Diamante alla “sua” donna)

Avrebbe scaricato la sua frustrazione in ogni modo, mettendo in atto i comportamenti più vessatori ed umilianti nei confronti della donna su cui aveva messo gli occhi.

Di ragioni per arrestare G.P, 53enne di Diamante accusato di stalking, gli inquirenti ne hanno trovato a bizzeffe, soprattutto laddove le tracce di una condotta esecrabile restano impresse in tutta la loro intensità.

«Ricordati che tu verrai con me nell’altro mondo», riporta una conversazione Whatsapp in cui il presunto stalker si rivolge alla donna al centro delle sue “attenzioni”, «non ti lascerò vivere su questa terra», oppure ancora «per quello che hai fatto non avrai un giorno di pace».

Minacce belle e buone, tramutatesi poi in atti concreti allorquando, in preda alle proprie convinzioni, l’uomo s’è recato sotto casa della malcapitata presa di mira, dove – a bordo di un furgone – ha dapprima iniziato a suonare il clacson per attirarne l’attenzione, per poi dedicarsi ad una sassaiola contro la facciata esterna dell’edificio, prima di tentare un’ulteriore ripassata di clacson, la seconda volta però direttamente dall’auto della donna (nel frattempo forzata).

Il tutto mentre lo stesso risultava essere sottoposto alla misura di divieto d’avvicinamento proprio nei confronti di colei che ha inteso raggiungere in ogni modo. Anzi, proprio il fatto che la donna avesse sporto denuncia nei suoi confronti, sembra aver ulteriormente “incarognito” l’uomo, che incurante delle possibili conseguenze, s’è recato nei pressi della casa abitata dalla signora (a Grisolia, comune dell’entroterra cosentino, poco distante da Diamante), mettendo in atto una vera e propria sceneggiata allo scopo di ottenere l’attenzione della malcapitata (che nel frattempo lo aveva bloccato anche sui social network).

Immediatamente allertati, i Carabinieri si sono recati a casa dell’uomo, traendolo in arresto su disposizione del Giudice Alfredo Cosenza che, nel frattempo, data la condotta recidivante e aggravata del presunto stalker, ha tramutato la disposizione del divieto d’avvicinamento in una più afflittiva misura cautelare in carcere.

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